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La tv al tempo del Covid-19 e l’autoritarismo degli incompetenti

Siamo pieni di Authority: chi ha l’autorità ha sempre la possibilità di esercitare il suo potere ma chi ha il potere non sempre ha l’autorità per farlo

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Tv Covid-19 ci ha mostrato con dovizia di esempi la differenza fra tre parole la cui radice verbale è la medesima: autorità, autorevolezza, autoritarismo. Ecco alcune immagini di autorità: il premier Conte che ci rassicura che tutto è sotto controllo, il duo dei Legnanesi Fontana-Gallera che guidano la Lombardia nella difficile tempesta, le conferenze stampa della Protezione civile, il commissario Arcuri che sforna mascherine… Siamo pieni di Authority: chi ha l’autorità ha sempre la possibilità di esercitare il suo potere ma chi ha il potere non sempre ha l’autorità per farlo. L’autorevolezza è prerogativa degli uomini di scienza, degli esperti, del comitato tecnico scientifico cui il potere politico, non sapendo bene cosa fare, ha delegato molte decisioni, anche politiche. I quali scienziati hanno cominciato a contraddirsi e a bisticciare fra di loro come «allegre comari»: ogni giorno un’ipotesi diversa, ogni ipotesi un parapiglia con i colleghi. Davvero troppo per capirci qualcosa.

La scienza vive sul metodo sperimentale; provando e riprovando procede per raggiungere una conoscenza della realtà affidabile, verificabile e condivisibile. Ma tutto questo dovrebbe avvenire nei laboratori e sulle pagine delle riviste scientifiche, non in tv. Altrimenti la troppa esposizione fa perdere autorevolezza, anche ai migliori, e ci disorienta. Quando autorità e autorevolezza si affievoliscono fatalmente subentra l’autoritarismo, sorretto volentieri dall’incompetenza o dall’inadeguatezza, con il rischio che l’emergenza diventi il pretesto per limitare ulteriormente gli spazi di agibilità civica: basti pensare alla milizia degli «assistenti civici» del ministro Boccia. A cascata tutti tendiamo ad abusare di potere, a spiare: chi sgrida i runner, chi filma una famigliola a passeggio e poi i sindaci-sceriffo, le app invasive, gli assembramenti apparenti, gli spioni di rione…