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Simone Lodovici

Cura coronavirus. "Felicissimo di aver donato il plasma, alla faccia dei complottisti"

Parla Simone Lodovici, il campione di anticorpi

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Pesaro, 28 maggio 2020 - "Sono stato davvero felice di donare il plasma. Alla faccia dei complottisti e di tutte le fake news che dicevano che questa cura non sarebbe mai partita perché non ci guadagnavano le case farmaceutiche. E invece sono qui per primo, solo Bocelli mi ha battuto. Ho fatto il prelievo e sono contento che aiuterà qualcuno a guarire dal virus». È uscito più carico di quando è entrato Simone Lodovici, pesarese di 49 anni, il donatore numero uno della regione con cui Marche Nord ha dato il via ieri mattina alla cura sperimentale con plasma da ex malati da Coronavirus. Dopo 40 minuti steso sul lettino con ago e tubicino al braccio, Lodovici, sportivo praticante, si dice «pronto a rifarlo. Anche se molto probabilmente non sarà possibile. Il plasma si può donare una volta al mese. Ma tra un mese i miei anticorpi non saranno forti come ora. Quindi potrebbero non essere utili». Soddisfazione anche a Marche Nord.

"Sarà il primo di una lunga serie – spiega Carlo Pazzaglia, direttore del centro trasfusionale – abbiamo già selezionato una trentina di altri donatori. È un risultato importante ottenuto grazie alla tenacia della direzione e alla collaborazione di tutti. Tutto il plasma verrà depositato in un congelatore. La dose di questa mattina (ndr ieri per chi legge) sarà disponibile già da venerdì per eventuali esigenze cliniche. Continuano a chiamarci in tanti. Voglio ringraziarli per la loro generosità. I tempi saranno celeri: abbiamo studiato che gli anticorpi contro il Covid scendono velocemente".

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"Siamo tra i primi centri in Italia nella plasmaferesi da ex pazienti da coronavirus – aggiunge il direttore generale Maria Capalbo –. Abbiamo messo il centro trasfusionale nelle condizioni di poter procedere il più velocemente possibile. Questo ci permette di poter utilizzare questa cura per un’eventuale seconda ondata, che tutti ci auguriamo non ci sia, o per casi sporadici".

Per la preparazione e la selezione si lavora sia al Santa Croce che al San Salvatore. Un doppio binario che permette di selezionare i donatori velocemente. «È un risultato – conclude il governatore Luca Ceriscioli – che vede ancora una volta le Marche tra le regioni apripista per una sperimentazione che sta dando speranze contro il Covid. Ci prepariamo al momento in cui questa terapia non sarà più sperimentale ma validata. Il servizio sanitario regionale è pronto al meglio per affrontare un’eventuale seconda ondata o focolai sporadici che dovessero presentarsi nei prossimi mesi».

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