Rimini, causa coronavirus non paga l’affitto dell’hotel che gestisce: giudice gli dà ragione

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RIMINI – Non riuscendo a pagare l’affitto dell’hotel che gestisce a Rimini, a causa del lockdown, ha chiesto lo sconto al proprietario delle mura, che ha rifiutato.

Allora l’albergatore si è rivolto al giudice, che gli ha dato ragione.

La decisione del Tribunale civile di Rimini, che potrebbe costituire un precedente per un settore in difficoltà, è infatti il frutto di un’azione legale, chiesta d’urgenza dall’avvocato Massimiliano Angelini, difensore di un riminese che gestisce un importante albergo sul lungomare di Marina Centro, che come tanti suoi colleghi è stato costretto a tenere chiusa l’attività.

Il suo contratto di locazione prevede come garanzia assegni bancari postdatati per un totale di 100mila euro, che, secondo l’albergatore, dovevano essere scontati del 50% a causa del lockdown da coronavirus con blocco delle attività. Di fronte al rifiuto del proprietario dell’immobile, ha impugnato e ha avuto ragione in tribunale.

Il giudice ha infatti, intanto, bloccato la possibilità di incasso di tutti gli assegni dati in garanzia e il deposito cauzionale, rimandando al prossimo mese una successiva valutazione.

“Il giudice riminese, che ha inteso favorire la ripresa dell’attività economica, interpretando e applicando l’articolo 91 del decreto ‘Cura Italia’ – ha spiegato l’avvocato Angelini – giustifica il congelamento della situazione di fatto anche con la mancanza di una conciliazione in buona fede tra le parti per una soluzione condivisa”.

La prossima udienza è stata fissata al 6 giugno: a quel punto tra albergatore e proprietario dei muri, potrebbe essere scattata la conciliazione.

Il caso è destinato a far discutere visto che, come sostenuto dalla presidente dall’associazione albergatori di Rimini Patrizia Rinaldis, quest’anno “in molti si chiedono se conviene aprire”.

Il coronavirus ha creato per il settore turistico varie incognite e le stesse riaperture sono messe in discussione: “molti preferiranno chiudere o sospendere le licenze”, spiega l’associazione di categoria.

In una Riviera dove meno della metà della attività sono gestite direttamente, l’amministrazione comunale di Rimini aveva anticipato una possibile soluzione.

“Mi rivolgo in questo caso ai tanti proprietari di immobili dati in affitto ad uso commerciale o produttivo: negozi, bar, ristoranti, alberghi – ha detto l’assessore alle Attività Economiche Jami Sadegholvaad – L’invito accorato è quello di valutare misure di alleggerimento dei canoni di affitto, rinunciando magari ad una parte di entrate”. (fonte ANSA)