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Conte incontra i sindaci dopo l’allarme servizi delle 13 città metropolitane

ROMA. “Senza una manovra di aggiustamento, urgente e indifferibile, salteranno i servizi essenziali di tutte le Città italiane. Il rischio potrebbe essere un drammatico lockdown delle attività che, quotidianamente, i Comuni svolgono in ogni angolo del nostro Paese per i loro cittadini". E' l'allarme trasversale che lanciano i 13 sindaci delle città metropolitane, ed è contenuto in una lettera inviata al presidente del Consiglio Giuseppe Conte per chiedere ulteriori stanziamenti, flessibilità e meno burocrazia, e riscuotere così anche il “dazio” per la collaborazione prestata al governo alle prese con il Covid19 mentre le Regioni andavano in ordine sparso.

Domani premier e primi cittadini delle città più grandi e complesse, si incontreranno e sarà sul tappeto la richiesta di altri fondi, oltre ai tre miliardi previsti dal Dl rilancio per far ripartire le metropoli. Una cifra che i sindaci ritengono insufficiente per le amministrazioni locali colpite dalla flessione dei tributi e andate incontro a spese straordinarie per arginare il contagio e sostenere la cittadinanza socialmente più fragile. "Siamo gli unici, tra le istituzioni rappresentative della nostra Repubblica, ad avere un mandato, pieno e diretto, dai cittadini e in virtù di questo abbiamo un legame viscerale con le nostre comunità e i nostri territori - sottolineano i sindaci al premier - per queste ragioni, Ti chiediamo di avviare con noi un confronto, leale e serrato, sugli aspetti fondamentali della ripartenza".

I primi cittadini chiedono "risorse certe e sufficienti per consentire ai Comuni di assicurare continuità nei servizi alle comunità, perché le somme già stanziate non ci permetteranno di chiudere i bilanci a luglio". Occorrono "misure eccezionali di revisione e flessibilizzazione dei vincoli finanziari per i Comuni; semplificazioni per eseguire opere celermente e ridisegnare gli spazi urbani in vista della fase di convivenza con il virus". L'Italia - dicono i sindaci a Conte - "ha bisogno di uno sforzo progettuale, di tutti, per rialzarsi e costruire il suo futuro". Altrimenti "si rischia di ripartire con il piede sbagliato", concludono i primi cittadini di Bari, Roma, Milano, Torino, Palermo, Genova, Bologna, Firenze, Catania, Venezia, Reggio Calabria e Cagliari.

"Avremo domani un incontro con il presidente Conte in cui chiediamo di comprendere che senza il sostegno economico ai Comuni, non si affronta la ripresa economica", ha spiegato il sindaco di Bologna Virginio Merola. A suo avviso, domani si troverà un'intesa "perché finora i sindaci si sono dimostrati molto responsabili, malgrado le diverse ordinanze regionali". "L'allarme dei primi cittadini non ha appartenenze politiche", evidenzia il senatore Udc Antonio Poli, servono "contributi straordinari" perchè "i 3 miliardi previsti dal Decreto rilancio sono insufficienti e rischiano di arrivare troppo tardi: le Amministrazioni hanno bisogno di liquidità subito per fronteggiare l'emergenza e programmare una ripartenza con le opere necessarie per lo sviluppo e che possono ridare fiato alle imprese locali". Per De Poli, è necessaria "la sospensione dei vincoli del Patto di stabilità che non consentono di fare debito, ed è fondamentale istituire un Fondo di ristoro per i Comuni che subiranno perdite erariali su Tosap, Tari e imposta di soggiorno".

Anche i sindaci delle città più piccole si uniscono alla 'vertenza'. "Va benissimo - dice Stefano Giordani, sindaco di Padova - far rappresentare le esigenze di tutti ai Sindaci delle città metropolitane, ma si deve sempre avere in mente che i Sindaci in Italia sono oltre 7900. I criteri di assegnazione dei fondi dovranno essere equi e oggettivi, e soprattutto non penalizzanti per tutti quei Comuni virtuosi e con i conti in ordine che hanno subito i danni di questa pandemia in alcuni casi anche più di altri". "Si auspica inoltre - conclude - che alle prime cifre stanziate per gli enti locali se ne aggiungano altre, perché è apprezzabile la buona volontà dell'esecutivo, ma non bastano per ristorare i danni ingentissimi che abbiamo subito e senza interventi saltano i servizi essenziali".