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Milano, protesta sotto il Palazzo della Regione: Rifondazione chiede commissariamento sanità

I militanti del Partito della Rifondazione Comunista, i sindacati di base e i Carc, si sono riuniti questo pomeriggio, mercoledì 27 maggio, sotto al Palazzo della Regione per chiedere il commissariamento della sanità lombarda. Sotto accusa la malagestione dell’emergenza Covid da parte dell’assessore Gallera, il presidente Fontana e tutta la Giunta.

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(Foto Fb: Massimo Sertori)Il Partito della Rifondazione Comunista di Milano si è riunito, insieme ai sindacati di base e al Carc, responsabile della scritta "Fontana assassino", sotto la sede della Regione Lombardia per chiedere a gran voce il commissariamento della sanità, la cui responsabilità è sotto l'assessore Giulio Gallera, al centro di diverse critiche per il suo operato e le sue gaffe.

Rifondazione: Politiche attuate negli anni hanno provocato morti ingiustificate

"Siamo qui, per la prima manifestazione dopo tre mesi, sotto la sede della Regione Lombardia che ha la responsabilità per ciò che è accaduto, per i decessi, per le politiche attuate in questi anni che hanno provocato delle morti ingiustificate". Così uno dei manifestanti in un video in diretta pubblicato dalla pagina Facebook ufficiale del partito. La manifestazione è quindi principalmente stata organizzata per tutti coloro che hanno perso la vita a causa del Covid durante l'emergenza sanitaria la cui gestione è stata, ed è tuttora, fortemente criticata. "Chiediamo il commissariamento della sanità lombarda – continua il manifestante – e chiedere al governo di agire come la costituzione gli impone. Prima che sia troppo tardi". I cittadini che hanno preso parte alla protesta, pretendono che non venga consegnata "la fase 2 e il ritorno alla normalità a queste persone. Si dimettano se non sono in grado di operare o altrimenti si commissari".

Una manifestante: Protestiamo contro i responsabili del disastro lombardo

Un'altra manifestante, invece, in un secondo video trasmesso live, dice che "i responsabili del disastro successo in Lombardia lavorano" proprio nel palazzo sotto al quale stanno protestando. Il presidente lombardo Attilio Fontana e la sua Giunta è ritenuta responsabile di non aver attivato "la zona rossa nella Bergamasca che avrebbe salvato migliaia di vite umane". "Queste persone – continua la manifestante – ci hanno abituato a parlare di tamponi, test sierologici e di smartworking, una modalità di lavoro che è improvvisamente diventata di massa". A tal proposito, la militante di Rifondazione spiega che "quello abbiamo fatto negli ultimi tre mesi non ha niente a che fare con lo smartworking", perché, a suo dire, "si tratta del lavoro che facevi in ufficio trasportato nella tua casa senza una formazione, i dispositivi e, oltre ad abbattere una serie di diritti, sono state negate parti dello stipendio". La manifestante denuncia anche che le donne siano state la categoria più danneggiata dalla situazione, "poiché dovevano occuparsi dei figli e della casa che nel mentre devono lavorare". Questo è considerato un "passo indietro incredibile".

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in foto: I SI Cobas in corteo

Sertori: Non è normale la presenza di chi scrive ‘Fontana assassino'

Intanto, per via della presenza dei Carc, responsabili della scritta "Fontana assassino" su un muro di Milano, per cui il governatore ha ricevuto la scorta, l'assessore della Regione Lombardia con delega a Enti Locali, Montagna, Piccoli Comuni, Risorse energetiche e Rapporti con la Confederazione Elvetica e le Province Autonome, Massimo Sertori, si lamenta su Facebook. "Io credo non sia normale che i sedicenti militanti Carc, quelli che con orgoglio dicono di essere gli autori delle scritte "Fontana assassino” creando un clima di tensione che ha comportato la scorta al Presidente Fontana, manifestino sotto Palazzo Lombardia", ha scritto l'assessore aggiungendo: "Scusate, ma per me NON è normale!".