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Personale ATA ancora sul piede di guerra: "Rispetteremo ogni misura legata al COVID-19 ma in queste condizioni la protesta deve riprendere e non si fermerà"

La nota dei sindacati

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Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AvellinoToday

Per venerdì alle 10 è stata infatti fissata a Palermo davanti alla sede dell’Ufficio scolastico regionale una nuova protesta dei lavoratori siciliani. Appena assunti nelle scuole statali, il Sindacato generale di base (SGB) è costretto a denunciare oltre a stipendi da miseria anche casi di minacce fisiche ai propri delegati. “Ci sono lavoratori ormai adulti e con famiglia a carico che da oltre 20 anni operavano già nelle scuole statali come personale ATA dipendente delle ditte in appalto che adesso sono stati assunti dallo Stato ma vedendosi tagliare lavoro e stipendi con trattamenti mensili da poco più di 500 euro .Taglio delle ore e dei servizi, taglio degli stipendi a livelli evidentemente invivibili, questo, al di là delle chiacchiere la politica ancora in atto nella scuola pubblica. Non ci siamo e non ci stiamo”. La situazione riguarda il processo con cui il Ministero dell’Istruzione ha ripreso in carico i servizi di pulizia che oltre 20 anni fa erano stati dati in appalto a soggetti privati. “È chiaro come il processo, che dovrebbe essere solo il primo, non piaccia a chi si è visto e continua a vedersi trasferire una montagna di appalti e soldi pubblici, con tutto il peso politico che ha trasformato quest’operazione – continua Capomolla. Non nascondiamo neanche le ripetute minacce fisiche di stampo mafioso pervenute ai nostri delegati, nello specifico al nostro rappresentante Aldo Mucci, protagonista da sempre della vertenza insieme ai lavoratori e già al vaglio degli organi competenti”. “Un quadro complessivo per cui” – continua ancora il delegato SGB – dei 16.000 lavoratori coinvolti in tutta Italia, oltre 2.000 solo in Sicilia, 7.000 sono stati assunti alle suddette condizioni, altri 4.000 sono stati esclusi e sono rimasti alle dipendenze dei soggetti privati che, benché gestiscano ancora una moltitudine di appalti e soldi pubblici hanno subito provveduto a lasciarli senza lavoro e stipendio, annunciandone il licenziamento”. Per questo,oltre alle altre iniziative in programma, venerdì nuovo appuntamento con la protesta regionale a Palermo. “Rispetteremo ogni misura legata al COVID-19 ma in queste condizioni la protesta deve riprendere e non si fermerà. Restituiremo le buste paga al direttore regionale, a cui abbiamo chiesto un incontro insieme ai lavoratori, chiedendo di consegnarle al ministro alla Pubblica istruzione Lucia Azzolina e al Governo”. Vincenzo Capomolla (Sindacato Generale di Base)