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Conte tra Renzi e la crisi economica: ora la poltrona traballa

Le mosse del premier Conte stretto tra gli sgambetti di Matteo Renzi e la crisi economica: "Il rischio è la tenuta del rapporto con il Paese"

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Giuseppe Conte è sempre più isolato. Le tensioni nella maggioranza crescono ogni giorno e c'è chi minaccia di mandare tutto all'aria. E il premier lo sa bene. Per questo si sta muovendo per garantirsi ancora qualche mese di sopravvivenza.

Il primo a sfidare Conte è Matteo Renzi. Il suo aiuto al leghista Salvini in giunta è un ennesimo messaggio al premier. "La verità è che per Renzi il merito non conta, usa sempre lo stesso metodo - si è sfogato il premier a margine del vertice di governo, come riporta Repubblica -. Ma con me i giochetti e i ricatti non funzionano". Quello che il premier teme di più per la sua poltrona è però la crisi economica di settembre: "Il rischio è la tenuta del rapporto con il Paese. Se le misure economiche non funzionano, è un problema".

Intanto Palazzo Chigi ha indicato il 20 settembre come data per Regionali, Amministrative e referendum sul taglio dei parlamentari. Una mossa che cancella l'ipotesi di elezioni anticipate. "Ipotesi che non è mai esistita", ha assicurato il costituzionalista Pd Stefano Ceccanti. Salvini ha però promesso una campagna elettorale permanente: "Parto a giugno per le regionali di settembre, ma si voterà anche per le politiche, perché questi non durano". Come riporta il Corriere, visto che l'Election day continuerà il 4 ottobre, Conte punta tutto sul fatto che sarebbe complicato aprire una crisi in piena sessione di bilancio. Per quanto riguarda l'estate, il premier è stato chiaro: niente urne. Il Comitato tecnico-scientifico ha sconsigliato le elezioni per ragioni sanitarie e così in luglio non ci sarà alcun voto. Una scelta che ha creato malumori tra i dem che premevano per aprire i seggi in estate.

Conte vuole evitare le urne e fa sta facendo il possibile per tenersi lontano dai seggi. "Sa che non potrà fare tris", ha confidato un ministro come riporta il Corriere. Oltre alle minacce settimanali di Renzi, la maggioranza deve fare i conti anche con il Movimento 5 Stelle, sempre più diviso al suo interno. Come spiega Repubblica, la chat dei ministri pentastellati sono ormai un campo di battaglia: tensioni sulla gestione della scuola da parte della Azzolina, sulle guardie civiche del ministro Boccia, ansia per le prossime mosse di Italia Viva. "A questo governo spesso manca una narrazione. Ma se si preme il tasto 'distruzione', poi la distruzione c'è per davvero. Altro che quindici minuti per fare un nuovo esecutivo, come dice Renzi", ha dichiarato il dem Andrea Orlando. Quello che spaventa di più Conte però non è un patto tra Salvini e Renzi, bensì l'economia. Se le misure non funzioneranno, si andrà nella direzione di un premier tecnico. "Il futuro dell'attuale governo non lo decide Renzi, ma la tenuta dell'economia", ha ammesso Zingaretti.