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📷 Franca Leosini

‘Storie Maledette’ torna in prima serata: le anticipazioni delle nuove puntate

Domenica 7 giugno la nuova stagione del programma condotto da Franca Leosini che torna su Rai3 con le sue interviste ai protagonisti di alcuni casi della cronaca nera

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Da domenica 7 giugno, in prima serata su Rai Tre, torna la nuova stagione di ‘Storie Maledette’, programma condotto da Franca Leosini che con le sue inimitabili interviste ai protagonisti dei casi più turpi della cronaca nera, è diventato un cult della tv italiana. L’appuntamento è per domenica 7 giugno alle 21.20: la prima puntata affronta il delitto di Dina Dore, la donna di 37 anni uccisa nel 2008 a Gavoi in Sardegna, dopo essere stata colpita da un oggetto contundente e poi soffocata, probabilmente con del nastro da imballaggio, davanti alla figlia di 8 mesi e poi nascosta nel bagagliaio della sua auto. La giornalista ha incontrato Francesco Rocca, marito della vittima, condannato all'ergastolo dopo la conferma della Cassazione che lo ha indicato come mandante dell'omicidio.

Storie Maledette, le parole di Franca Leosini sulla nuova stagione

“Abbiamo registrato due puntate e dovremo registrarne altre due, bisognerà vedere quando mi faranno rientrare in un carcere”, ha raccontato Franca Leosini a proposito delle novità sulle nuove puntate di Storie Maledette in un’intervista a ‘Un Giorno da Pecora’, su Rai Radio1: “Posso dire che sono delle belle puntate e posso darvi questa anticipazione: due sono dedicate ai mandanti di un delitto".

"Sui mandanti di un delitto ci sarebbe molto da dire: il mandante può esser un vigliacco che si sporca la coscienza ma non le mani e può anche esser la vittima incolpevole di un reato che non ha commesso", ha aggiunto la giornalista che per il suo lavoro frequenta spesso le carceri italiane. Se l'ha colpita la rivolta nei penitenziari di qualche settimana fa? “Sono molto presente nelle carceri e a volte ho simpatia umana per le persone che sono lì”, il suo commento: “A volte però si approfitta di situazioni di emergenza per forzare la mano e ottenere l'inottenibile: tutti fuori non è possibile. Il governo ha giustamente tenuto il pugno duro e ha mantenuto le cose come devono restare, nell'ordine costituito”.