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Bonus ristrutturazione, dal consenso telefonico al trasferimento quote: i casi "particolari"

L'Agenzia delle Entrate ha chiarito alcuni casi particolari in merito all'agevolazione contenuta nel decreto Rilancio

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Il Bonus ristrutturazione al 110% è una delle misure economiche più cercate dagli utenti, tra quelle introdotte nella fase 2 dell'emergenza coronavirus. L'agevolazione fa parte di una lunga lista di bonus per le famiglie, per cui l'Agenzia delle Entrate ha elaborato una guida completa con tutti i chiarimenti. In merito al bonus ristrutturazione, ci sono due casi molto particolari, per cui sono state necessarie delle ulteriori delucidazioni: la cessione delle quote ai coeredi e il consenso telefonico per gli inquilini, nel caso degli immobili in affitto. Vediamo nel dettaglio cosa prevede il testo del decreto Rilancio, anche in merito ai proprietari di un intero edificio o per l'abbattimento di barriere sensoriali

Bonus ristrutturazione, il consenso telefonico agli inquilini

L'inquilino di un immobile in affitto potrà usufruire del bonus ristrutturazioni anche se ottiene per telefono l’autorizzazione ai lavori da parte del proprietario della casa. Ma per rendere ufficiale il “permesso” e usufruire quindi dell'agevolazione, sarà necessario formalizzare questo consenso per iscritto entro la data di presentazione della dichiarazione dei redditi. Detto in parole povere, il titolare del contratto d'affitto potrà ottenere il bonus se il consenso telefonico del padrone di casa è stato ottenuto al momento dell'esecuzione dei lavori, comunicando poi l'autorizzazione in forma scritta. Nel caso in cui l'agevolazione non venisse inserita nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta potrà essere sanata con una dichiarazione integrativa entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successiva.

Bonus ristrutturazione, il trasferimento delle quote ai coeredi

Si possono trasferire le quote del bonus ai coeredi? Una domanda che in si sono posti in molti. Secondo quanto previsto dal decreto Rilancio, le rate non ancora rimborsate della detrazione Irpef sulle spese per i lavori di sistemazione possono essere cedute nel caso in cui il beneficiario che ha sostenuto la spesa per i lavori, perda il diritto di proprietĂ  sulla casa in favore dei propri discendenti. Questi quindi erediteranno sia l'immobile che le quote del bonus.

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Bonus ristrutturazione, cosa succede se si possiede un edificio

Cosa succede se si è proprietari di un intero edificio? In questo caso, l'unico proprietario di un edificio, con parti comuni che presentano due o più unità immobiliari distintamente accatastate, può usufruire della detrazione congiunta per le spese relative ai lavori effettuati sulle parti condivise. Esiste però un tetto di spesa, per ogni unità immobiliare, di 136mila euro.

Bonus ristrutturazione, niente agevolazione per l'abbattimento di barriere sensoriali

Ci sono casi in cui invece non si ha diritto al bonus fiscale. Uno di questo riguarda i lavori di abbattimento delle barriere sensoriali. Che vuol dire? Che se operano dei lavori di ristrutturazione per ridurre il rumore in bagno, per cambiare colore alle pareti o per installare regolatori di temperatura che non rientrano tra le categorie ammesse dal decreto, non si avrà accesso al bonus. L'Agenzia delle Entrate non li considera lavori di manutenzione straordinaria, né tantomeno finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche. interventi