Boris cade sale Keir, svolta moderata del Labour, ma su Brexit non si torna

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Boris Johnson in crisi nei sondaggi. Sale l’astro di Keir Starmer, neo leader del partito laburista. Per tagliare le polemiche, e recuperare voti nella ex classe operaia isolazionista e razzista, ha detto di ritenere che la questione Brexit sia “chiusa”. Ha scartato l’ipotesi futura di rientrare a far parte dell’UE.

Starmer simboleggia la voglia di moderazione che domina la sinistra inglese.

Originario di un quartiere povero nel sud di Londra, figlio di un tecnico e di un’infermiera, sir Keir Starmer ha titolo di cavaliere, ottenuto dalla regina a conclusione del mandato come procuratore della Corona.
Già capo della Procura della Corona, poi deputato dal 2015, Starmer rimpiazza Jeremy Corbyn travolto dalla batosta elettorale di dicembre. Troppe tasse e nazionalizzazioni nel suo programma.

Il leader laburista ha affermato che attualmente è indispensabile concentrarsi unicamente sul “tipo di accordo che abbiamo con l’UE e gli accordi presi con il resto del mondo”.

 

Boris cade sale sir Keir, la svolta moderata del Labour inglese

Ha inoltre annunciato una svolta rispetto alla disastrosa gestione di Jeremy Corbyn.

Aspira a un partito laburista “orgogliosamente patriottico” e ha chiarito che non  snobberà i banchetti di Stato come invece fatto dal suo precedessore quando Donald Trump arrivò in visita nel Regno Unito.

L’intervento, in un’intervista al Daily Telegraph, è arrivato in una fase delicata.

Dopo la catastrofe alle elezioni, la peggiore dal 1935, Starmer sta tentando di far uscire il partito dal baratro.

Ha ammesso che l’ambigua politica del partito nei confronti dell’UE – che ha parzialmente supervisionato come segretario ombra della Brexit – è stata deleteria.

“È molto importante che il partito Laburista sia chiaro su un fatto. Qualsiasi posizione abbiamo assunto negli ultimi tre, quattro anni, sul divario esistente tra Leave e Remain è ormai finita”.

Brexit è fuori discussione

Alla domanda se tenterà di far rientrare il Regno Unito nell’UE nel caso vincesse le prossime elezioni generali, previste per il 2024, ha risposto:

“Non credo ci sia motivo di rientrare nell’Unione europea e sicuramente non sosterrò questa causa”.

 

Ha poi dato un’altra stoccata a Corbyn, messo alla gogna per l’incapacità di gestire un’ondata di antisemitismo nel partito, dicendo:

“Non voglio un partito laburista che abbia solo un meccanismo efficiente per gestire l’antisemitismo”.

“Voglio un partito laburista in cui non sia presente l’antisemitismo”.