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Val di Susa, le due gemelle trovate morte nella loro casa: c’è un biglietto di scuse

Un biglietto con il numero di telefono di una parente che vive in Brasile insieme a una lettera di scuse e la richiesta di contattare questa persona in caso di morte. Questo hanno trovato gli inquirenti nell’abitazione di Maria e Vittoria Perottino, le due 66enne trovate morte ieri, una delle due ridotta a uno scheletro. Forse si sarebbero lasciate andare…

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Nella case delle due sorelle gemelle 66enni morte a Bussoleno, Maria e Vittoria Perottino, i carabinieri hanno trovato un biglietto.  Sopra al cartoncino era scritto il numero di telefono di un loro parente che vive in Brasile, con la richiesta di contattare questa persona in caso di decesso, oltre ad una lettera di scusa. Gli inquirenti ora stanno facendo analizzare le impronte digitale trovate sui fogli. Nel frattempo proseguono le indagini per capire le cause del decesso delle due donne: al momento non è esclusa nessuna pista. All’interno dell’abitazione è stata trovata anche una stufa, che potrebbe aver generato un’intossicazione. L’unica cosa certo è che Maria e Vittoria Perottino erano morte da tempo.

Si sarebbero lasciate andare

Le due sorelle vivevano a Bussoleno, in Val di Susa. Ieri pomeriggio, 26 maggio, i carabinieri le hanno trovate in due stanze diverse: una nella camera da letto, una in cucina. Entrambe erano ridotte a uno scheletro: è difficile ipotizzare quale delle due sia morta per prima. Forse una si è lasciata andare dopo che l’altra ha perso la vita. Nubili, pensionate e senza parenti stretti, era da diversi mesi che non si vedevano in giro, come confermato dai vicini di casa. “Non le vedevamo da parecchio tempo”, hanno spiegato, come riporta L’Adige. Complice il lock-down per il Coronavirus, l’allarme non è stato immediato. Le due donne erano conosciute da tutti in paese, dove vengono descritte come “persone riservate, come ce ne sono tante in Piemonte”. “È un dramma, soprattutto in una comunità piccola come la nostra – spiega la sindaca, Bruna Consolini – In questo periodo abbiamo ricevuto diverse segnalazioni di persone che non si vedevano più in giro e in realtà stavano bene. È una storia legata al tema della solitudine”.