https://www.repstatic.it/content/localirep/img/rep-napoli/2020/05/27/130524016-f2807549-505a-4b35-9814-aa9a36356ae5.jpg

la Repubblica

Caserta, l'azienda Jabil: "Costretti a interrompere le trattative"

Comunicato della multinazionale che ha uno stabilimento a Marcianise: "Legittimi i 190 licenziamenti, con noi chiusura totale"

Jabil, la multinazionale al centro di un duro scontro per il lavoro dopo che ha disposto 190 licenziamenti nello stabilimento di Marcianise, in provincia di Caserta, in un comunicato sostiene di essere stata "costretta" a interrompere la vertenza con governo e sindacati. "Le trattative per una risoluzione positiva dei 190 esuberi dello stabilimento di Marcianise si sono interrotte - si legge nella nota - Ricordiamo che la procedura di licenziamento collettivo per 350 persone è stata aperta il 23 giugno 2019. Jabil ha seguito l'iter procedurale previsto dalle leggi italiane in materia di licenziamenti collettivi, effettuando i vari incontri previsti con i sindacati e le istituzioni. Alla fine dell'iter previsto non si è addivenuti ad un accordo sulla gestione condivisa dei 350 esuberi". Davanti alla fabbrica continua il presidio dei lavoratori, che hanno dichiarato lo sciopero a oltranza.

Licenziamenti Jabil, Sannino: "Secondo gli operai il virus è solo l'ultimo pretesto"

"Jabil - prosegue il comunicato - secondo i tempi della procedura avrebbe dovuto procedere ai licenziamenti già il 23 marzo 2020. Con l'avvento della pandemia Covid si è stabilito con un accordo siglato con i sindacati di posticipare i licenziamenti al 25 maggio, cosa che poi abbiamo effettivamente fatto. Pertanto Jabil ribadisce che i licenziamenti sono stati adottati all'esito di un percorso legittimo. Riteniamo che la definitiva risoluzione degli esuberi sia un passaggio fondamentale per garantire la continuità delle attività produttive per i dipendenti che rimangono impiegati".

Licenziamenti Jabil, gli operai: "Vogliono metterci contro i nostri colleghi in fabbrica"

"Nel corso della negoziazione avvenuta negli ultimi giorni, con i sindacati e le istituzioni, Jabil - sostiene l'azienda - si è resa disponibile a revocare da subito i licenziamenti, a richiedere ulteriori 5 settimane di Cigo Covid, a riaprire alle opportunità di reimpiego presso altre aziende e a rifinanziare con nuovi fondi questo processo. La principale condizione posta dall'azienda è stata la definizione di un percorso certo che porti entro la fine di agosto alla risoluzione definitiva degli esuberi strutturali. Purtroppo si è registrata una chiusura totale sulla condizione posta da Jabil che ha costretto l'azienda, suo malgrado, ad interrompere le trattative".