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📷 Foto di repertorio

Assistenti civici (e non guardie): ecco cosa faranno

Mentre il dibattito su questa nuova figura rimane incandescente, il ministro degli Affari regionali ha chiarito i loro compiti: ''Aiuteranno a regolare i flussi nei luoghi pubblici o porteranno il cibo agli anziani. Non saranno guardie, potranno solo ricordare le regole''

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Non guardie o milizie, ma volontari che possano dare una mano. Negli ultimi giorni è finita al centro del dibattito, politico e non, la figura dell'assistente civico che dovrebbero aiutare i cittadini a rispettare le regole in vigore durante questo secondo step della fase 2 dell'emergenza coronavirus. Ma cosa dovranno fare questi assistenti civici? Dopo le molte insinuazioni sui loro compiti arrivati negli ultimi giorni, il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia ha fatto alcuni chiarimenti in merito alle loro mansioni a DiMartedì, programma in onda su La7: "L'assistente civico va davanti alle chiese, verifica il numero di persone che possono entrare e aiuta il flusso. Non può fare altro che ricordare le regole. Oppure fa una cosa, come ha ricordato il sindaco di Bari Decaro, che è la cosa più importante in questo momento: porta cibo e medicinali agli anziani e a tutti quelli che ne hanno bisogno. E' a questo che servono i volontari, non a fare la guardia civica, che è una ricostruzione macchiettistica che non è mai stata scritta e mai stata raccontata".

Assistenti civici, cosa faranno (e cosa no)

"Né milizie, né ronde, né guardie - tiene a sottolineare il ministro -. Gli assistenti civici sono volontari come quelli che sono andati nelle corsie degli ospedali, va cosi da fine marzo". Sugli assistenti civici, ha spiegato ancora Boccia, "c'è una richiesta dell'Anci, c'è un confronto tra il mio ministero e il ministero del Lavoro. Ci confronteremo, stiamo lavorando sul bando". E per quanto riguarda il confronto con gli altri ministri, Lamorgese, sottolinea, "ha percepito che ci fossero dentro l’ordinanza, ma non c’erano e ci siamo chiariti, profili ambigui. Ma non c’è mai stato scritto pubblica sicurezza. Ci siamo chiariti, ha preso atto di questo".

Un ulteriore chiarimento sui compiti degli assistenti civici è arrivato anche da Antonio Decaro, Sindaco di Bari e presidente dell'Anci, intervistato dal Corriere della Sera: "Io non ho chiesto guardie, solo volontari come quelli che già ci aiutano a tenere in piedi le nostre comunità. Ruoli di sorveglianza? Non è quello che dovrebbero fare. Se riapro i parchi e non ho nessuno che conta quante persone entrano, io i parchi non posso riaprirli. Faccio un esempio: a Bari, città di cui sono sindaco, durante la quarantena avevo 700 volontari - spiega - che portavano i pacchi agli anziani, i medicinali a chi era in isolamento, si prendevano cura dei bambini con i genitori ricoverati, telefonavano alle persone per farle sentire meno sole. Ecco, oggi ne ho solo 250, gli altri sono tornati al loro lavoro. Ma anche nella Fase 2 ai cittadini serve aiuto. E così succede negli 8mila Comuni d’Italia".

Assistenti civici, bando in fase di studio

Come confermato dallo stesso ministro Boccia, il suo ministero e quello del Lavoro stanno pensando ad un bando per reclutare i 60mila assistenti civici, a cui non verrà affidato alcun compito di polizia. Come spiegato ad inizio articolo, dovranno lavorare con gentilezza, aiutando in alcune situazioni particolari, come gli ingressi nei parchi o nelle zone affollate. Soltanto nei casi più eclatanti potranno chiamare le forze dell'ordine, per segnalare il mancato rispetto delle norme anti-Covid. I volontari indosseranno una pettorina blu e lavoreranno fino ad un massimo di 16 ore a settimana. La loro sarebbe una vita breve, lavorativamente parlando: infatti il contributo richiesto dovrebbe scadere il prossimo 31 luglio, quando finirà lo stato d'emergenza proclamato dall'esecutivo lo scorso 31 gennaio.

Assistenti civici, chi potrà partecipare

Per loro è prevista un'assicurazione contro gli infortuni, ma non ci sarà alcuno stipendio. Ma a chi sarà rivolta questa selezione? Potranno partecipare tutte le persone senza occupazione e i percettori di reddito di cittadinanza o ammortizzatori sociali. Il reclutamento dovrebbe essere su base volontaria, senza alcun obbligo di partecipare al bando, anche in per i cittadini che percepiscono dei sussidi, dal reddito di cittadinanza alla cassa integrazione. Saranno dei volontari a tutti gli effetti, anche se, in assenza di obblighi e ricompense, sembra difficile poter trovare così tanti candidati.

Il confronto sugli assistenti civici rimane acceso, sia all'interno della maggioranza che dai banchi dell'opposizione. La delibera su questa nuova figura non dovrebbe più essere emessa dalla Protezione Civile, ma passerebbe al ministero del Lavoro, ma sono ancora molti i punti da chiarire prima di poter dare dei giudizi anche se, visti i commenti da parte di politici, esperti e utenti social, sembra chiaro che gli assistenti civici non verranno accolti con grande piacere, in quanto visti come gli “spioni” di turno. Un ulteriore fattore che, insieme all'assenza di stipendio e obbligo, rende la partecipazione a questo bando tutt'altro che appetibile.