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L’aereo partito dalla Germania per Olbia che è tornato indietro, perché l’aeroporto di Olbia era chiuso

È successo il 23 maggio ma ancora non è del tutto chiaro come sia stato possibile

La mattina di sabato 23 maggio un volo della compagnia tedesca low cost Eurowings è partito da Düsseldorf, in Germania, diretto verso l’aeroporto di Olbia Costa Smeralda, nel nord della Sardegna. Come hanno raccontato siti e giornali, prima italiani e poi anche stranieri, l’aeroporto di Olbia però era chiuso: quindi l’aereo è tornato indietro, fino all’aeroporto di partenza, quando era già vicino ad atterrare. A quanto pare sembra che a sbagliare sia stata soprattutto Eurowings; forse però anche per via della poca chiarezza nelle decisioni prese in Italia.

L’aereo, un Airbus A320, aveva a bordo solo due passeggeri. Sembra che dopo essere arrivato vicino a destinazione e dopo aver saputo di non poter atterrare a Olbia, ai piloti dell’aereo sia stato proposto di atterrare a Cagliari. La compagnia, invece, ha deciso che quel volo con sigla EW9844 dovesse tornare in Germania, atterrando da dove era partito e riportando lì, dopo circa quattro ore di volo, i suoi due passeggeri.

Un portavoce di Eurowings ha detto a CNN che «per la crisi dovuta al coronavirus in molti aeroporti europei la situazione è dinamica» e che «spesso gli aeroporti vengono chiusi con pochissimo preavviso», anche a causa dei «cambiamenti quotidiani alle norme in vigore».

La tesi di Eurowings è che l’incomprensione possa essere dovuta a problemi di comunicazione (o di interpretazione) successivi a due differenti decisioni sulla riapertura dell’aeroporto: come ha spiegato il Corriere della Sera, il 17 maggio il ministero dei Trasporti l’aveva riaperto e poco dopo una decisione regionale ne aveva invece previsto la chiusura fino al 2 giugno. Dato che nessun’altra compagnia aerea ha fatto lo stesso errore, è difficile però pensare che Eurowings non abbia responsabilità.

Il Corriere della Sera ne ha parlato con Geasar, la società che gestisce l’aeroporto di Olbia, che ha detto di aver «regolarmente comunicato a tutti i vettori che operano sullo scalo» la chiusura dell’aeroporto «all’aviazione commerciale» fino al 2 giugno. Il Corriere ha scritto di aver potuto consultare la comunicazione, scritta il 20 maggio: era una NOTAM, che è acronimo della dicitura inglese “Notice to AirMen” ed è un tipo di comunicazione pensato per avvisare i piloti sulla situazione in un determinato aeroporto. Sembra quindi che Eurowings avesse a propria disposizione le necessarie informazioni per sapere di non dover volare verso Olbia.

A complicare la comprensione della vicenda, molto raccontata sui media sardi, è stato anche un post su Facebook di Quirico Sanna, assessore regionale agli Enti locali. Come ha fatto notare Sardinia Post, poco dopo la notizia del volo EW9844 e del suo non-atterraggio a Olbia, Sanna aveva parlato di una «bufala» e aveva scritto che era «un volo di prova», «senza passeggeri e assistenti di volo». Il 25 maggio Sanna si era poi corretto e scusato e «dopo una attenta verifica» aveva rettificato il suo post.

Dopo aver parlato con Eurowings, La Nuova Sardegna ha scritto che per i due passeggeri la compagnia aerea ha previsto un volo per Olbia il 3 giugno 2020. La Nuova Sardegna si è anche chiesta come fosse possibile che il volo di Eurowings fosse anche stato programmato «per la rotta di rientro, quella Olbia-Düsseldorf» previsto per le 9.15 del 23 maggio (e ovviamente annullato, non essendo l’aereo mai atterrato a Olbia).

Per come stanno le cose ora, però, i voli internazionali verso la Sardegna non dovrebbero riprendere prima del 25 giugno. Il 3 giugno dovrebbero infatti riprendere solo quelli della “continuità territoriale” (l’insieme degli strumenti legislativi con cui lo Stato aiuta le compagnie aeree affinché certe categorie di viaggiatori abbiano tariffe agevolate per i loro viaggi da e per un territorio, in questo caso la Sardegna).