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Barbara Moschettoni e Barbara Capponi

Civitanova, più di 500 famiglie aiutate dalla Caritas

IL BILANCIO delle iniziative portate avanti dall'associazione

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«Dal 3 marzo ad oggi, la Caritas cittadina ha aiutato più di cinquecento nuclei familiari (quasi il doppio rispetto a quelli che venivano assistiti prima della pandemia), fornendo prodotti alimentari, due volte la settimana, e vestiario, il mercoledì pomeriggio, su appuntamento. Nella sede di via Parini e a domicilio, per chi ha problemi di salute, sono stati consegnati più di mille pacchi di generi di prima necessità e la distribuzione continua due volte alla settimana, il martedì e il venerdì pomeriggio. Una generosità che è resa possibile dalla grande disponibilità che si sta riscontrando nell’intera città e dalla collaborazione continua con l’amministrazione comunale e la protezione civile». In una nota la Caritas sottolinea le iniziative che ha portato avanti durante l’emergenza Covid-19. «Al contributo annuale, il Comune, tramite l’assessore Barbara Capponi, ha aggiunto altri duemila euro, mentre i volontari della Protezione Civile assicurano l’appoggio logistico. Tre aziende della grande distribuzione sono state anche loro della partita, mettendo a disposizione diversi buoni acquisto. Costante e consistente l’aiuto della diocesi di Fermo, che resta il punto di riferimento della Caritas cittadina – sottolinea il comunicato – Ma, come dicevamo, sono anche le singole persone che stanno rendendo possibile questa grande opera di solidarietà. Nei box predisposti vicino alle casse di 23 punti vendita della città, ogni giorno, vengono lasciati prodotti di vario genere che poi sono ritirati dai volontari. Fino ad oggi sono state raccolte oltre quattromila confezioni».

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Nella nota l’associazione precisa: «Anche gli imprenditori fanno la loro parte: un’azienda agricola di Santa Maria Apparente fornisce quattro volte la settimana un approvvigionamento di verdura fresca, un’altra ditta ha dato 150 pacchi di alimentari, un’altra ancora dolci e bibite. In questa maniera è possibile confezionare pacchi di tutto rispetto, che vengono consegnati con una frequenza mensile, che varia a seconda dei componenti delle famiglie: una volta al mese per singoli e nuclei di due persone, due volte al mese per famiglie fino a cinque componenti, tre volte per i gruppi più numerosi. Gli aiuti non vengono soltanto da civitanovesi, arrivano anche da oltre oceano. Un uomo di Montecosaro, che vive in Florida da sedici anni, non ha voluto far mancare il suo contributo e ha fatto acquistare cinquecento euro di carne fresca da una macelleria di uno dei paesi dell’interno, colpiti dal terremoto. Da Messina, una famiglia ha mandato delle forme di provolone. Non mancano generose donazioni in denaro, che sono importanti perché permettono di rispondere a particolari situazioni ed urgenze. Per le forniture alimentari, bisogna ancora ricordare quei panifici, ristoranti, pizzerie, pasticcerie e simili che, decreti governativi permettendo, hanno continuato a dare una mano come fanno per tutto l’anno.

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Le necessità, però, non si fermano al mangiare – evidenzia la nota della Caritas civitanovese -. Ci sono famiglie che cominciano ad avere problemi con gli affitti e le bollette da pagare a fine mese. Ci sono persone che stanno perdendo il posto di lavoro ed è una tragedia per quelle famiglie che vengono così a perdere l’unica fonte di reddito. Per gli altri servizi, mensa e ospitalità notturna, la sede di via Parini procede a regime ridotto, come del resto gli altri dormitori e centri di accoglienza delle Marche. Attualmente vi sono ospitate cinque persone, che erano lì fin dall’inizio della pandemia e che vivono in condizioni di massima sicurezza. La mensa fornisce, una volta al giorno, pasti da consumare a casa a quanti ne fanno richiesta e, naturalmente, il pranzo e la cena ai cinque ospiti ai quali viene assicurato anche l’alloggio. Il Centro di ascolto riprenderà la propria attività entro la metà di giugno. Tutto questo continua ad essere reso possibile dalla disponibilità dei volontari che, nonostante i rischi innegabili, continuano a svolgere il loro lavoro. Per ovvii motivi, nei momenti di picco della crisi, il loro numero è stato ridotto ma la Caritas civitanovese non ha mai interrotto la sua attività».