Le tasse sono alte in Italia, ma tutti lo dicono e nessuno le taglia: perchè?

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Sulla necessità della riforma del sistema fiscale sembra non vi siano dubbi: lo dicono tutti. Ma, appunto, lo dicono: poi quanto a farla …non pervenuto. Perché fare la riforma delle tasse vuol dire scontentare tante persone e quindi farsi tanti “nemici” alle elezioni. Il politico di turno presterebbe il fianco alla sua stessa disfatta elettorale? Capiamo i termini di questa urgente A.A.A. cercasi profonda riforma delle tasse: perché poi non si realizza? Le tasse sono alte in Italia, ma tutti lo dicono e nessuno le taglia: perchè?

Le proposte di autorevoli politici

Pochi giorni fa la vice ministra dell’Economia e Finanze Laura Castelli  ha lasciato dei post in materia. “I tempi sono maturi per una seria riforma fiscale, che con sé porterà un ulteriore abbassamento delle tasse”. Semplificare per comprendere cosa e perché si paga, coinvolgendo tutti. L’ex presidente del Consiglio Romano Prodi in un’intervista su Rai 3 ha puntato il dito sull’evasione fiscale. “La democrazia si difende con le ricevute. L’evasione la vinci solo con quelle. Tutto deve essere elettronico e il contante ridotto il più possibile”. Il Covid-19 può dare una mano.

Sistemi di pagamento facili, sicuri ed economici per tutti, dall’adolescente al pensionato ottantenne. In Italia, non è mistero per nessuno, vi sono ampie frange di “produzione nera”, nel senso che è lecita al 100% ma non per il fisco. Lo si evade, aggira, perché esso in definitiva “si mangia” molta ricchezza prodotta. Il capo dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Ruffini, ha detto: “serve subito la riforma fiscale l’evasione ci costa 100 miliardi. La politica abbia il coraggio subito di darle il via”. Eccolo il punto: il coraggio. I nostri politici lo vogliono davvero tutto ciò?

Questione di coraggio e di …voti

L’ultimo passaggio centra appieno nel segno. I nostri politici vogliono davvero questa riforma? Quanto ci credono veramente? Perché a parole lo dicono ormai tutte le legislature, anche la prossima a venire, di qualunque schieramento sarà. Ma farla veramente vuol dire rompere privilegi acquisti, favoritismi fatti per un anno e poi perpetrati per sempre. Fare la riforma vuol dire andare dalla gente che non ha mai pagato e dirgli: da domani tu paghi.

O rompere quelle concessioni, quei privilegi che si rinnovano in eterno (le spiagge, le Autostrade, gli Ordini professionali, etc). Riforma fiscale fa rima con “scontentare tutti”, dalla a alla z, da chi paga a chi non paga. Perché si rompe elefante di cristallo costruito nei decenni. La maggioranza di turno questo lo sa molto bene, sa che andrebbe a toccare una materia esplosiva che metterebbe in serio dubbio la propria rielezione. Il politico, di destra, o di centro, o di sinistra, è affetto da “conservazione della poltrona”. Ovvero salire in Parlamento e restarci più a lungo possibile. Elementare.

Le tasse sono alte in Italia, ma tutti lo dicono e nessuno le taglia: perchè?

Le parole del direttore Ernesto Ruffini sono molto elequenti: “la tragedia del coronavirus ha aperto la strada a margini fiscali impensabili. A forza di sovrapposizioni, il sistema è diventato iniquo e ha perso la progressività che gli imporrebbe la Costituzione. Con una seria riforma pagheremmo meno e pagheremmo tutti”. Ed ha elencato le vie da percorrere perché sia la volta buona per fare fatti e non parole.

Ovvero anzitutto riordinare tutte le norme esistenti, eliminando quelle inutili ed accorpando in un Testo Unico le circa 7-800 leggi e decreti in materia. “Una volta fatto questo, si può passare ad una vera riforma”. E detto da lui, che si occupa di fisco di professione (e ai massimi livelli) c’è da credergli a occhi chiusi e senza ribattere. Insomma, la soluzione non manca. Sulla volontà di farlo invece…