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Fitch taglia Pil Italia: nel 2020 giù fino a -9,5%. “Il peggio è alle spalle”

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Dopo aver declassato il rating sull’affidabilità del debito pubblico italiano a BBB-, a un solo livello dal limite minimo junk (spazzatura), gli analisti di Fitch tagliano le stime sul Pil italiano 2020, portandolo da -8% a -9,5%. Atteso un rimbalzo del +4,2% nel 2021.

La revisione delle previsioni sulla crescita italiana è arrivata insieme al taglio dell stime di crescita del Pil globale per il 2020 da -3,9% a -4,6%, che prende atti di “un allargamento dello shock provocato dalla pandemia di coronavirus, shock che sta ora mostrando la sua effettiva portata”.

Come si legge nell’aggiornamento del Global Economic Outlook, per l’Eurozona è atteso ora un -8,2%, contro il -7% stimato in precedenza.

L’agenzia di rating segnala comunque  che:

“si cominciano a vedere segnali del fatto che l’attività economica ha raggiunto il punto più basso e può ricominciare a salire“, come emerso da alcuni dati macroeconomici arrivati nell’Eurozona e negli Stati Uniti.

Le attese per il 2021

Per il 2021 è atteso un rimbalzo del 5,1% per il Pil globale e del 4,4% per l’Eurozona. Invariate invece le previsioni per gli Stati Uniti (-5,6% nel 2020 e +4% nel 2021), per la Cina (+0,7% quest’anno e +7,9% il prossimo) e per il Giappone (-5% nel 2020 e +3,2% nel 2021).

Detto questo, l’agenzia di rating ha sottolineato che

“la via verso i livelli pre-crisi sarà lunga, con le perdite di posti di lavoro e i fallimenti visti durante il lockdown che contribuiranno a provocare danni duraturi alla domanda e all’offerta”. Tutto questo si verifica “nonostante il massiccio stimolo fiscale e monetario” varato sia nell’Eurozona che in altri Paesi del mondo, a partire dagli Stati Uniti.

Guardando avanti Fitch mette in guardia sul fatto che “una seconda ondata del virus, che dovesse portare a nuovi e più ampi lockdown nel corso dell’anno, provocherebbe ricadute ancora peggiori” di quelle viste finora.

In questo caso, lo scenario peggiore ipotizzato dall’agenzia di rating è per un crollo del Pil di Europa e Stati Uniti attorno al -12% e di quello globale attorno al -9% nel 2020.