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CdS - Contratti, vuoto normativo di 62 giorni: si rischiano paradossi. I casi di Cavani e Perisic

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Un vuoto normativo di 62 giorni quello che va dal 30 giugno al 1° settembre, data nella quale si aprirà il nuovo calciomercato. Un vuoto che riguarda i giocatori in scadenza o in prestito, costretti a vivere in un limbo come sottolinea il Corriere dello Sport. Serve al più presto un accordo tra Fifa, Uefa, federazioni, leghe e associazione dei calciatori per evitare paradossi.

È il caso di Edinson Cavani, teoricamente libero dal Psg dal 30 giugno a parametro zero, con la possibilità di firmare per qualsiasi club, ma con una Champions ancora da giocare (ad agosto). "Come andrebbe considerato l’uruguaiano? Un dipendente ma non un tesserato? Impossibile, perché i due concetti sono perfettamente sovrapponibili, sia secondo le regole Fifa che secondo quelle della Figc (le Noif, le norme organizzative interne) - spiega il Corsport -. La situazione si complica ragionando in termini di scenari europei: pur essendo conclusa la Ligue 1, infatti, il Psg è ancora in corsa per la Champions e da un punto di vista di tesseramento, sino a fine agosto, il club dello sceicco avrebbe tutto il diritto di schierare Cavani, a patto però di trovare un’intesa sull’estensione del contratto di lavoro. Ma se il Matador avesse già firmato per un’altra squadra a partire dall’1 luglio? Le regole Fifa parlano chiaro: non si può essere sotto contratto per due club nello stesso momento, con le regole attuali scatterebbe una sanzione". Bel problema 

In una situazione simile si trova Ivan Perisic, di proprietà dell'Inter ma in prestito al Bayern Monaco. I bavaresi potrebbero decidere di non riscattare il croato, rispedendolo a Milano. Ebbene: a luglio e ad agosto, Perisic si troverebbe in un limbo, con l'Inter che non potrebbe né piazzarlo sul mercato né utilizzarlo in campo. Non solo: il non essere tesserabile impone anche una limitazione alla semplice attività di allenamento, come ricorda il CdS

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