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Elezioni: regionali e referendum insieme il 20 settembre. No del centrodestra

La Commisione affari costituzionali ha indicato la data del 20 settembre, ma non c'è accordo: "No alla campagna elettorale sotto l'ombrellone"

Elezioni: regionali e referendum insieme il 20 settembre. No del centro-destra

L'emergenza Coronavirus continua tenere in ostaggio l'Italia. Il Paese prova a ripartire con la fase 2, ma la crisi economica rende il tutto ancora più complicato. La politica cerca delle soluzioni, ma i presidenti delle regioni, oltre ad essere impegnati nel fronteggiare i problemi legati a questa malattia, cercano anche faticosamente di accordarsi per una data delle elezioni regionali. Il centrodestra - si legge sul Messaggero - non vuole l'Election Day il 0 settembre come proposto da più parti, vale a dire l'accorpamento di data con il referendum sul taglio dei parlamentari. La contrarietà riguarda innanzitutto l'idea di una raccolta di firme e una campagna elettorale sotto l'ombrellone. L'election day secondo il centro-destra finirebbe per avvantaggiare troppo i 5Stelle.

Il primo colpo di scena si è avuto in sede parlamentare. La Commissione affari costituzionali, durante l'esame del decreto, ha comunicato l'orientamento dell'esecutivo per il 20 settembre, ma Sisto (Fi) si è scagliato con veemenza contro tale data, seguito da Emanuele Prisco di Fdi e da Igor Iezzi della Lega, seppur con minor foga. La controversia riguarda non solo la data di Regionali e amministrative, ma l'accorpamento con esse del referendum costituzionale. Sull'election day il centrodestra, che ha rilanciato con il 27 settembre, non ci sente perché favorirebbe troppo M5s, che a sua volta ne fa una questione dirimente. Qualcuno nel centrodestra è disposto ad accettare il 20 settembre purché il referendum si svolga con i ballottaggi, ma come spiega il capogruppo Pd in commissione Stefano Ceccanti, sull'election day «non ci sono margini di mediazione. Il comportamento delle opposizioni è abbastanza incomprensibile".