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Un operatore della Cri (Ansa)
l'indagine epidemiologica

Virus, 7.800 sardi contattati per i test. A Cagliari reclutate 100 persone

Nell'Isola la maggiore disponibilità agli esami sierologici proposti dal ministero

Sono all'incirca 7.800 i cittadini sardi già contattati dalla Croce Rossa, in soli due giorni, per l'indagine epidemiologica nazionale sul virus Covid-19.

E, dai primi dati, proprio la Sardegna risulta essere la regione dove si registra il maggior numero di adesioni. Solamente a Cagliari sono già un centinaio le persone che hanno accettato di sottoporsi ai test sierologici, che avverranno tramite prelievo venoso nei prossimi giorni.

A tracciare un primo bilancio è stato il presidente nazionale della Cri, Sergio Piredda. "Il problema maggiore è legato all'elevato numero di mancate risposte - spiega Piredda - Una delle motivazioni può essere riconducibile alla diffidenza nei confronti dei numeri con il prefisso. Anche a livello nazionale si stanno studiando degli accorgimenti, ma siamo fiduciosi: non appena sarà diffusa meglio la notizia della nostra campagna, la risposta ci sarà".

La diffidenza dei cittadini che rispondono al telefono è proprio uno degli scogli da superare, tanto che ieri la stessa Croce Rossa ha lanciato un appello a tutti i cittadini, chiedendo loro fiducia e ricordando che le telefonate che arrivano dalla Cri non sono scherzi o tentativi di frode.

"Se ricevete una chiamata dal numero che inizia con 06.5510 è la Croce Rossa Italiana, non è uno stalker, non è una truffa telefonica, ma è un servizio che potete rendere al Paese", ha detto il presidente nazionale del sodalizio Francesco Rocca.

Tornando alla Sardegna, Piredda, ringraziando l'Universitá di Cagliari "per averci messo a disposizione l'aula informatica e per la collaborazione", ricorda l'obiettivo finale: riuscire a raggiungere tuti e 7.985 i cittadini sardi in 89 Comuni (su un totale di 377) per chiedere loro di partecipare all'indagine.

Per questo nelle prossime ore partirà un secondo round di telefonate, proprio per riuscire ad arrivare a tutti coloro che nel primo giro di telefonate non hanno potuto o voluto rispondere.

In Italia sono complessivamente 150mila i cittadini che verranno contattati per l'adesione all'indagine nazionale sul coronavirus.

(Unioneonline/l.f.)