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Palestre: cresce il contenzioso contro gli operatori dei centri sportivi

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Un vero e proprio picco di segnalazioni e reclami dopo la fine del lock-down investe il mondo di palestre, centri fitness e centri sportivi: gli operatori, non appena hanno ricevuto il via libera del Governo, stanno cercando di salvare il salvabile ma a farne le spese sono i consumatori!

Proprio in questi giorni infatti, gli utenti stanno ricevendo le richieste per riattivare gli abbonamenti sospesi ma, nonostante il recente intervento del Governo, che nel Decreto Rilancio ha previsto i voucher anche per questo genere di servizi, le pretese delle palestre sono tra le più assurde: c'è chi chiede un rinnovo semestrale dell'abbonamento, chi non intende rimborsare i tre mesi di lock-down...

In tutto ciò i consumatori ci segnalano la radicale difformità dei servizi rispetto a quelli originariamente acquistati: dalle palestre che impongono al cliente di trattenersi al massimo 90 minuti all'interno dei club a quelle che hanno dovuto chiudere piscine, saune e altri servizi accessori che facevano la differenza agli occhi dei consumatori.

Come gestire a questo punto i complicati rapporti con la palestra?

I nostri consigli sono quelli di fare un reclamo scritto e, nei casi più gravi, non è escluso un ricorso al contenzioso.

Nel frattempo, sappiate che con l'Unione Nazionale Consumatori, stiamo raccogliendo la casistica delle pratiche per segnalarle all'Autorità Antitrust affinché sanzioni gli operatori scorretti.

Se volete inviarci anche voi la vostra segnalazione su palestre, centri fitness o centri sportivi potete farlo attraverso i nostri sportelli: https://www.consumatori.it/reclama/

Guarda il nuovo video di Massimiliano Dona e iscriviti al canale YouTube di Unione Nazionale Consumatori "Palestre, piscine e impianti sportivi: come chiedere il rimborso per i mesi del lock-down"