«The Ickabog»: J.K. Rowling pubblica online una favola per i bambini durante il lockdown

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Il discorso ad Harvard di J.K. Rowling
In questo fantastico giorno in cui siamo tutti riuniti per celebrare i vostri successi accademici, ho deciso di parlarvi dei benefici del fallimento. E mentre siete sulla soglia di quella che qualche volta chiamate “vita reale”, voglio decantare l’importanza cruciale dell’immaginazione.  
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Il discorso ad Harvard di J.K. Rowling
Guardare indietro a 21 anni fa quando mi ero appena laureata non è del tutto un esperienza incoraggiante per la 42 enne che sono diventata. Ero convinta che l’unica cosa che avrei voluto fare, sempre, fosse scrivere romanzi. Ad ogni modo, i miei genitori, che venivano entrambi da esperienze di povertà e non erano riusciti ad andare all’università, consideravano questa mia iperattiva immaginazione come una deliziosa e personale stranezza che non mi avrebbe fatto pagare un mutuo o provvedere di una pensione.
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Il discorso ad Harvard di J.K. Rowling
Mi piacerebbe fosse chiaro, tra parentesi, che non biasimo i miei genitori per il loro punto di vista. C’è un termine ai rimproveri ai vostri genitori per avervi spinto nella direzione sbagliata; il momento in cui siete abbastanza vecchi per prendere il timone, la responsabilità tocca a voi. E quel che più conta, non posso criticare i miei genitori per il desiderio di risparmiarmi l’esperienza della povertà. Lo furono loro stessi, e pure io lo sono stata da allora, e sono abbastanza d’accordo con loro che non sia un’esperienza sublime. La povertà comporta paura, e stress, e qualche volta depressione; vuol dire mille piccole umiliazioni e privazioni. Tirarsi fuori dalla povertà con le proprie forze, questo invece è ciò di cui poter essere orgogliosi, ma la povertà stessa è romantica solo per gli stolti.  
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Il discorso ad Harvard di J.K. Rowling
Ciò di cui avevo più paura alla vostra età non era la povertà, ma il fallimento. Alla fine, tutti dobbiamo decidere da soli ciò che rappresenta un fallimento, ma il mondo è abbastanza ansioso di darvi una certa gamma di criteri se voi lo permettete. Così penso sia giusto dire che oltre ogni misura nei soli sette anni seguenti il giorno della laurea ho fallito in modo epico. Un matrimonio eccezionalmente corto si è sgretolato, ed ero senza lavoro, orfana di mia madre, e povera tanto quanto è stato possibile nell’Inghilterra moderna, senza contare la mancanza di una casa.  
 
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Il discorso ad Harvard di J.K. Rowling
Allora perché parlare dei benefici del fallimento? Semplicemente perché fallire ha voluto dire spogliarsi dell’inessenziale. Ho smesso di fingere di essere qualcos’altro se non me stessa e ho iniziato a indirizzare tutte le mie energie verso la conclusione dell’unico lavoro che per me aveva importanza. Non mi occupavo davvero di nient’altro, se non trovare la determinazione nel riuscire in un campo a cui credevo di appartenere veramente. Ero finalmente libera perché la mia più grande paura si era davvero avverata, ed ero ancora viva, e avevo già una figlia che ho adorato, e avevo una vecchia macchina da scrivere e una grande idea. E così concrete basi divennero solide fondamenta su cui ricostruire la mia vita.  
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Il discorso ad Harvard di J.K. Rowling
Non potreste mai fallire su tutta la linea come feci io, una certa dose di fallimento nella vita è inevitabile. È impossibile vivere senza fallire in qualcosa, a meno che non viviate in modo così prudente da non vivere del tutto – in quel caso, avrete fallito in partenza. Fallire mi ha dato una sicurezza interiore che mai avevo raggiunto superando gli esami. Fallendo ho imparato cose su me stessa che non avrei mai imparato in un altro modo. Ho scoperto che ho una volontà forte, e più disciplina di quanto avessi pensato; ho anche scoperto che avevo amici veramente inestimabili.
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Il discorso ad Harvard di J.K. Rowling
Il sapere che vi rialzate più saggi e più forti dalle cadute significa che sarete, da allora in poi, sicuri nella vostra capacità di sopravvivere. Non conoscerete mai voi stessi, e la forza dei vostri legami, fino a quando entrambi non saranno provati dalle avversità. Una tale conoscenza è un vero dono, per tutto ciò che avrete vinto nella sofferenza, e per me ha più valore di ogni altra qualifica abbia mai guadagnato.  
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Il discorso ad Harvard di J.K. Rowling
Potreste pensare che abbia scelto il mio secondo argomento, l’importanza dell’immaginazione, per la parte che essa ha giocato nel ricostruire la mia vita, ma non è del tutto così. Sebbene difenda le storie della buona notte fino all’ultimo respiro, ho imparato a dare valore all’immaginazione in un senso più ampio. Immaginazione non è solo la capacità unicamente umana di prefigurare ciò che non c’è, e perciò la fonte di tutte le invenzioni e le innovazioni. Nella sua capacità discutibilmente più trasformatrice e rivelatoria, è il potere che ci rende capaci di empatia con gli altri esseri umani le cui esperienze non abbiamo mai condiviso.  
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Il discorso ad Harvard di J.K. Rowling
Una delle più grandi esperienze formative della mia vita precede Harry Potter, sebbene questa sia molto presente in ciò che successivamente scrissi in quei libri. Questa rivelazione arrivò sotto forma di uno dei miei primi lavori. Anche se scappavo a scrivere storie durante le mie pausa pranzo, pagai l’affitto nei miei vent’anni lavorando nella sezione ricerca della sede centrale di Amnesty International a Londra. Non potrò mai dimenticare una vittima delle torture in Africa, un giovane uomo poco più vecchio di me a quel tempo, che divenne un malato di mente dopo tutto ciò che aveva subito nella sua patria. Tremava in modo incontrollato mentre parlava alla videocamera delle brutalità che gli erano state inflitte. Era alto circa 30 cm più di me, e sembrava fragile come un bambine. Dopo mi fu dato il compito di accompagnarlo alla stazione della metropolitana, e questo uomo la cui vita era stata distrutta dalla crudeltà mi prese la mano con squisita cortesia e mi augurò felicità per il futuro.  
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Il discorso ad Harvard di J.K. Rowling
Diversamente da ogni altra creatura su questo pianeta, gli esseri umani possono imparare e capire, senza avere esperienza diretta. Possono immedesimarsi nella mente delle altre persone, immaginarsi al posto degli altri. Naturalmente questo è un potere, come la magia nel mio romanzo, che è moralmente neutrale. Si può usare una tale abilità per manipolare, o controllare, oltre che per capire o condividere.  
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Il discorso ad Harvard di J.K. Rowling
Molti preferiscono non esercitare affatto la propria immaginazione. Scelgono di rimanere comodamente nei confini della loro esperienza, mai turbati dal chiedersi come si sentirebbero ad essere se non se stessi. Possono rifiutare di sentire urla o di guardare nelle prigioni; possono chiudere le loro menti e il cuore alla sofferenza che non li tocca personalmente; possono rifiutare di sapere. Potrei essere tentata di invidiare le persone che vivono in quel modo, eccetto che non penso che per gli incubi che loro non hanno tanto quanto me. Scegliere di vivere in spazi ristretti può portare all’ agorafobia, e quello può portare i suoi propri terrori. Penso che una persona ostinatamente priva di immaginazione veda più mostri. Spesso sono molto più spaventati.
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Il discorso ad Harvard di J.K. Rowling
Se sceglierete di usare il vostro status e influenza per alzare la voce a favore di coloro che voce non hanno; se sceglierete di identificarvi non solo con i potenti ma con i deboli; se conserverete la capacità di immaginarvi nella vita di coloro che non hanno i vostri vantaggi, allora non saranno solo le vostre orgogliose famiglie a ringraziare per la vostra esistenza, ma migliaia e milioni di persone la cui realtà avrete aiutato a trasformare in qualcosa di meglio. Non abbiamo bisogno della magia per trasformare il mondo, noi portiamo tutto il potere di cui abbiamo bisogno già dentro di noi: abbiamo il potere di immaginare le cose come migliori.  
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Il discorso ad Harvard di J.K. Rowling

La scrittrice di Harry Potter decide di pubblicare online, a puntate, una favola che aveva iniziato a scrivere nel corso della saga e che spera che possa aiutare i bambini di tutto il mondo a continuare a sognare

La prima volta che J.K. Rowling pensò di pubblicare The Ickabog fu subito dopo l’uscita di Harry Potter e i doni della morte, nel 2007. Al racconto ci aveva lavorato nel corso degli anni precedenti, tra una puntata e l’altra della saga, ma, quando arrivò il momento di darlo alle stampe, Rowling si fermò: «Dopo l’ultimo libro di Harry Potter ho voluto prendermi una pausa dall’editoria di cinque anni. In quel periodo ho scritto Il seggio vacante e Il richiamo del cuculo con lo pseudonimo di Robert Galbraith, opere per adulti, per essere lontana dai libri per bambini per un po’.

A quel punto, la prima bozza di The Ickabog è finita in soffitta» rivela la stessa Rowling che, più di dieci anni dopo, decide di recuperare quella stessa bozza e di renderla pubblica affinché i bambini «possano continuare a sognare».

Attraverso un sito internet dedicato, la scrittrice decide, infatti, di pubblicare online e gratuitamente proprio The Ickabog, condividendo ogni giorno feriale uno o due capitoli fino al prossimo 10 luglio. L’idea è quella di tenere compagnia ai molti bambini chiusi in casa a causa dell’emergenza coronavirus un po’ in tutto il mondo, un modo come un altro per abbattere la noia e permettere loro di dedicarsi alla lettura in maniera spassionata. The Ickabog, che, come ha specificato a caratteri cubitali la scrittrice su Twitter, non c’entra niente con Harry Potter, «è una storia sulla verità e l’abuso di potere. Ma, essendo stata scritta più di un decennio fa, non consideratela come una risposta a tutto ciò che sta accadendo nel mondo in questo momento» insiste Rowling.

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Saranno sette?
Da quando è trapelato che dietro R. Galbraith si nasconde nientemeno che la Rowling, le teorie si moltiplicano. I patiti sono certi che anche questa serie avrà 7 titoli, e che lei, in puro stile J.K.,  giochi con le analogie: come l’avventuroso viaggio in auto di Strike e il volo a motori della Camera dei Segreti.    Da quando è trapelato che dietro R. Galbraith si nasconde nientemeno che la Rowling, le teorie si moltiplicano. I patiti sono certi che anche questa serie avrà 7 titoli, e che lei, in puro stile J.K.,  giochi con le analogie: come l’avventuroso viaggio in auto di Strike e il volo a motori della Camera dei Segreti.   
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La nuova Hermione
Tra i personaggi più riusciti del Baco da seta c’è Robin, la bella e brillante assistente del detective Strike. I lettori sono certi che in caso di film il ruolo sarà di Emma Watson, la Hermione di Harry Potter. Nell’attesa, noi speriamo che lei lasci presto l’orrendo fidanzato Matthew  e si metta con Strike: sono una coppia stupenda già dalla prima pagina. Tra i personaggi più riusciti del Baco da seta c’è Robin, la bella e brillante assistente del detective Strike. I lettori sono certi che in caso di film il ruolo sarà di Emma Watson, la Hermione di Harry Potter. Nell’attesa, noi speriamo che lei lasci presto l’orrendo fidanzato Matthew  e si metta con Strike: sono una coppia stupenda già dalla prima pagina.
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Donna da pub
«Jo», come la chiama la stampa inglese, non dimentica gli inizi difficili: il pub The Elephant House di Edimburgo dove scriveva da sconosciuta oggi è un’istituzione, ma dal libro emergono nuovi e fascinosi indirizzi, da segnarsi subito. «Jo», come la chiama la stampa inglese, non dimentica gli inizi difficili: il pub The Elephant House di Edimburgo dove scriveva da sconosciuta oggi è un’istituzione, ma dal libro emergono nuovi e fascinosi indirizzi, da segnarsi subito.
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Un (altro) gigante buono
Il detective Cormoran Strike ha il nome di un personaggio mitologico, è grande e grosso e vive  in una mansarda che sembra una tana. Come Hagrid, il gigante di Harry Potter, ha un debole per i deboli: nel libro difende la moglie tradita di uno scrittore scomparso malamente. Il detective Cormoran Strike ha il nome di un personaggio mitologico, è grande e grosso e vive  in una mansarda che sembra una tana. Come Hagrid, il gigante di Harry Potter, ha un debole per i deboli: nel libro difende la moglie tradita di uno scrittore scomparso malamente.
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Niente caramelle
Cormoran Strike stravede per i dolci, ma non ha a disposizione Mielandia, il celebre negozio di caramelle di Hogwarts. II tormentone del nuovo eroe è più modesto: cibo cinese da asporto, mangiato a letto. Cormoran Strike stravede per i dolci, ma non ha a disposizione Mielandia, il celebre negozio di caramelle di Hogwarts. II tormentone del nuovo eroe è più modesto: cibo cinese da asporto, mangiato a letto.
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Libro nel libro
Nel Baco da seta di Robert Galbraith (Salani, pagg. 555,eruo 18,60, trad. di Andrea Carlo Cappi), l’intreccio gira intorno al romanzo Bombyx Mori lasciato dallo scrittore Owen Quine. Tra satira, horror e colpi di scena, nel mondo editoriale inglese nessuno si salva. Nel Baco da seta di Robert Galbraith (Salani, pagg. 555,eruo 18,60, trad. di Andrea Carlo Cappi), l’intreccio gira intorno al romanzo Bombyx Mori lasciato dallo scrittore Owen Quine. Tra satira, horror e colpi di scena, nel mondo editoriale inglese nessuno si salva.
JK Rowling - il secondo romanzo da Robert Galbraith

La favola, per il momento, è disponibile solo in inglese, ma l’autrice ha annunciato che presto arriveranno online anche le traduzioni in altre lingue: in autunno, invece, è prevista la pubblicazione in formato cartaceo, ebook e audiobook, bandendo, però, prima in Rete un concorso per bambini per illustrare la storia. I vincitori vedranno, infatti, pubblicati i loro disegni nell’edizione cartacea di The Ickborg, che Rowling riprende anche grazie all’aiuto dei suoi due figli: «I primi due lettori di Ickabog mi hanno raccontato cosa ricordavano da quando erano piccoli e mi hanno chiesto di inserire parti specifiche di loro gradimento». Tutti i diritti d’autore di The Ickabog, quando sarà pubblicato, andranno a persone e categorie particolarmente colpite dalla pandemia di coronavirus.