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Mafia, maxi blitz nel Palermitano: otto arresti per estorsioni e minacce

Maxi blitz antimafia all'alba a Palermo: arrestate otto persone di cui sei sono finite in carcere e due ai domiciliari. Dietro c'è una storia di estorsioni, minacce, ma anche summit di mafia, "cavalli di ritorno", e progetti omicidiari. C'è tutto questo nell'operazione antimafia condotta all'alba di oggi dai Carabinieri del Comando Provinciale di Palermo. I militari dell'Arma hanno dato esecuzione a un'ordinanza di custodia cautelare in carcere e agli arresti domiciliari emessa dall'Ufficio Gip del Tribunale di Palermo su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia di Palermo.

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Gli indagati sono accusati, ritenuti vicini al mandamento mafioso di Misilmeri e Belmonte, a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, estorsioni aggravate dal metodo mafioso e violazione degli obblighi inerenti la sorveglianza speciale. L'indagine, seguita da un pool di magistrati coordinati dal Procuratore Aggiunto Salvatore De Luca, «costituisce un'ulteriore fase di un'articolata manovra investigativa condotta dal Nucleo Investigativo di Palermo sul mandamento mafioso di Misilmeri-Belmonte Mezzagno che ha consentito di comprovare la perdurante operatività di quell'articolazione di cosa nostra». Alcuni degli elementi indiziari emersi nel corso delle indagini erano già confluiti nel provvedimento di fermo d'indiziato di delitto emesso dalla Dda di Palermo ed eseguito il 4 dicembre 2018 - operazione «Cupola 2.0» - con la quale era stata smantellata la nuova commissione provinciale di cosa nostra palermitana, che si era riunita per la prima volta il 29 maggio 2018.