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Roma, manichini in camice accoltellati alle spalle, la protesta dei giovani medici a Montecitorio

I giovani medici, studenti e specializzandi hanno protestato questa mattina a piazza Montecitorio. «Manichini con il camice bianco accoltellati alle spalle, per far capire al Governo che siamo stufi e stanchi. É ora di cambiare. Nei tanti decreti non ci sono le risorse per aumentare a sufficienza le borse di specializzazione e dare un futuro a oltre 6 milia colleghi disoccupati o sottooccupati. L'emergenza Covid e il sacrifico dei medici sono già un ricordo», dice all'Adnkronos  Pierino Di Silverio, responsabile nazionale Anaao giovani, una delle 11 sigle che oggi si sono unite per una manifestazione dei giovani camici bianchi e degli studenti di Medicina. La manifestazione per denunciare «la scarsa attenzione del dl Rilancio alle istanze dei giovani camici bianchi» e ricordare come «allo stato attuale almeno 10mila medici non verranno formati da questo Paese che è lo stesso ad avergli garantito, sei anni prima, un percorso formativo che a questo punto si definirebbe incompleto».

«Al concorso per le scuole di specializzazione si presenteranno 22mila partecipanti ma i posti, almeno secondo l'ultimo decreto - ricorda Di Silverio - saranno 4200 in più una tantum. Ma che vuol dire? In più rispetto a quale numero di quale anno? Non si capisce molto. A noi servono 15-17 mila borse di studio. E' ora di mettere seriamente mano al sistema della formazione post laurea, perché ci sono 6mila colleghi laureati e disoccupati di lusso o sottooccupati in situazioni di sfruttamento a cottimo».

Le rivendicazioni arrivano da 11 sigle che in rappresentanza degli studenti in medicina, degli specializzandi e dei giovani medici si sono riuniti in una cartello per dare una voce unica alla protesta. «Puntiamo il dito contro l'assoluta assenza di provvedimenti che risolvano definitivamente le annose problematiche sull'accesso alle scuole di medicina e chirurgia - denunciano i giovani medici - prevedendo un maggior numero di posti rispetto a quello attuale e che cancellino l'imbuto formativo che di fatto limita l'accesso ad una Scuola di Specializzazione, titolo obbligatorio per poter partecipare ad un concorso pubblico. È inaccettabile l'indifferenza di fronte alla qualità formativa dei medici specialisti, dimostrata con l'aumento di soli 4.200 contratti formativi, un numero a nostro avviso insufficiente perché oltre a non configurarsi come concreta soluzione all'imbuto formativo e alla carenza di medici specialisti lascia invariato il rapporto borse/candidati rispetto a quanto previsto per il 2019».

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«La protesta degli specializzandi in Medicina contro l'imbuto formativo causato dall'insufficiente numero di borse, nonostante il grande sforzo di 5.400 per il 2020, è giusta e dobbiamo intervenire per dare risposte concrete alle loro richieste. Anche per questo, se non condizionato e con interessi vantaggiosi, potrebbe essere un'occasione utilizzare i 37 miliardi messi a disposizione dell'Italia dal Mes per il comparto sanitario». Così i deputati del Partito democratico della Commissione Affari sociali della Camera, che hanno partecipato questa mattina alla protesta degli specializzandi davanti Montecitorio a Roma, discutendo con loro del futuro e del presente del nostro Servizio sanitario nazionale.

Carlo Calenta su Twitter: «Qualcuno mi deve spiegare perché in piena pandemia dobbiamo manifestare per trovare i soldi per le borse di specializzazione per i medici! Solo in Italia»
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