Vaccini: testarne la sicurezza in vitro. Alternativa possibile se c'e' volonta'

https://www.lav.it/uploads/home/15ece4035692f5.png
Vaccini: testarne la sicurezza in vitro. Alternativa possibile se c’e’ volonta’
I ricercatori dell’Istituto Superiore di Sanità, hanno messo a punto un test alternativo agli animali per controllare i lotti di vaccino, un traguardo che lo stesso istituto sottolinea essere in linea con quanto voluto dalla legge nazionale e comunitaria: sostituire gli animali nella ricerca.

Siamo contenti che l’Italia prenda coscienza e si impegni nell’applicazione e implementazione delle alternative che sono non solo possibili, ma obbligatorie, e auspichiamo che tale impegno si traduca concretamente nel sostegno ai modelli human-based che rappresentano il solo futuro possibile se vogliamo il progresso scientifico accompagnato dalla sicurezza e tutela ambientale.

Il test annunciato dall’ISS nello specifico, è il saggio di attivazione monocitaria (MAT) che serve a identificare la presenza di pirogeni (molecole responsabili dell’innalzamento della temperatura) per evitare le reazioni febbrili potenzialmente letali, che possono essere indotte da sostanze di origine microbica e non microbica.

I MAT in realtà sono già disponibili da anni: tale metodo, infatti, è stato introdotto nella Farmacopea Europea (EP) nel 2010 in seguito alla pubblicazione di validazioni internazionali e, addirittura nel 2003, la Commissione europea riempiva la stampa dichiarando come si stessero “convalidando i test che sono già in uso in più di 200 laboratori in tutto il mondo. Grazie a questi metodi alternativi non sarà più necessario testare sui conigli la presenza di pirogeni nei medicinali parenterali (somministrati per via non orale)”. Lascia, quindi, amareggiati e basiti che a distanza di 10 anni i pirogeni vengano ancora testati su animali, conigli nel caso specifico, provocando loro sofferenzaa causa dell’immobilizzazione in sistemi di contenzione che ne bloccano il corpo, lasciando fuori solo la testa in modo che possano essere sottoposto a iniezione intravenosa nelle orecchie, della soluzione da testare, e infine essere soppressi alla fine del test.

In un’epoca in cui si parla così tanto di vaccino, è bene ricordare quanto le alternative siano utili, promettenti e maggiormente affidabili, come confermato dal primo ricercatore del Reparto di Immunologia nel Dipartimento di Malattie Infettive (ISS) a capo del team di ricerca, Marilena P. Etna, che affermail valore aggiunto di questo saggio consiste anche nel potere eseguire le rilevazioni dei pirogeni in vaccini destinati all’uomo su una piattaforma basata su cellule umane che possiedono una sensibilità più adeguata rispetto a quanto rilevabile nel coniglio”.

Proprio in tema di Covid-19, è fondamentale sottolineare, ancora una volta, come si debba studiare l’uomo per salvare l’uomo, ricordando come i trattamenti con antinfiammatori e anticoagulanti che hanno permesso di cambiare la sorte di moltissimi malati gravi, sia stato possibile grazie allo studio di cadaveri, che hanno permesso di ottenere la descrizione dei fenomeni trombolitici nelle arterie dei polmoni.

Michela Kuan
Biologa, responsabile Area Ricerca senza animali