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Formula E, Daniel Abt licenziato dall’Audi per il trucco alla gara virtuale. Lui: «Era solo uno scherzo»

Il pilota tedesco aveva fatto correre al suo posto un professionista delle corse elettroniche. Scoperto, è stato squalificato e multato. E ha perso il posto

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È costata carissima a Daniel Abt la «bravata» nella gara virtuale della Formula E di sabato. Dopo la squalifica (era andato a podio,non era lui a guidare il simulatore, ma un professionista degli esports, il 18enne Lorenz Hoerzing), la multa (10 mila euro in beneficienza), l’Audi ha prima sospeso il pilota (che era titolare nel campionato vero, e protagonista in Formula E dalla prima stagione) e poi lo ha licenziato. Tolleranza zero, anche se lui si difende in un lungo video su Youtube: «Era solo un gioco. Ma quale trucco, volevo solo far vedere di che cosa è capace un ragazzino esperto di videogame contro piloti professionisti».

La sua versione però non ha convinto il costruttore tedesco, che in precedenza aveva emesso un comunicato durissimo: «L’integrità, la trasparenza, e il rispetto delle regole sono le priorità principali per la nostra azienda , e si applicano in tutti i campi in cui operiamo. Senza eccezioni. Per questi motivi abbiamo deciso di sospenderlo da subito».

Daniel, 2 Gp vinti in carriera, è figlio di Hans-Jurgen Abt, proprietario della Abt Sportsline. Un colosso delle personalizzazioni automobilistiche, del tuning, che gestisce le squadre dell’Audi in Formula E nel Dtm. Il «virtualgate» ha creato imbarazzo e irritazione anche nelle alte sfere di Ingolstadt. Soprattutto perché lo «scherzo» è avvenuto nella tappa di Berlino della «Formula E Race at Home Challenge», organizzata insieme all’Unicef per raccogliere fondi per la lotta al Covid-19.

Abt, un veterano della Formula E (ha debuttato nella prima stagione del 2014), era stato scoperto con un controllo dell’indirizzo Ip dopo anche alcuni avversari, fra i quali gli ex F1 Stoffel Vandoorne e Jean-Eric Vergne (campione in carica della FE) avevano avanzato sospetti sulle sue prestazioni. Improvvisamente migliorate a Berlino, quando nelle prime gare della serie non era mai andato in zona punti. E il fatto che durante la competizione la telecamera fosse impallata e il suo volto non si vedesse mai aveva spinto gli organizzatori ad aprire un'indagine. Conclusa con la sanzione per «condotta anti-sportiva».

Secondo Abt non era una truffa («Non lo farei mai, e poi in quelle gare non ci sono in palio né premi né punti, vogliamo solo far divertire la gente a casa»), ma solo «un modo per creare una storia da ridere» e che aveva informato diverse persone dell'esperimento fra le quali alcuni colleghi. «Non volevo mica tenerlo segreto, avevo anche lanciato degli indizi su Twitch e su alcuni gruppi di Whatsapp».

Dice di essersi reso conto «solo al termine della gara che questa cosa sarebbe andata in una direzione completamente incontrollabile, molto diversa da quella che avevamo pensato. Abbiamo fatto un grosso sbaglio, lo accetto e ne pago le conseguenze. Ma non sono un imbroglione. Questo errore virtuale ha conseguenze reali nella mia vita, un dolore così non l'ho mai provato. Non potevo cadere più in basso, mi rialzerò. Chiedo scusa a tutti».