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Ambra in videochiamata con i nonni (foto della mamma Francesca Galassi per il Corriere della Sera)

Divieti coronavirus, Ambra la bambina che non può vedere i nonni per soli due chilometri

La sua famiglia vive nel Mantovano, quella dei nonni a Mirandola, nel Modenese. E il confine regionale non si può superare. La madre: «È assurdo poter andare a Milano per l’aperitivo e non vedere i nostri cari»

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Ambra ha sei anni e non vede i nonni paterni dal primo marzo. Si è abituata a fare le videochiamate. Ma adesso, soprattutto la sera, è assalita dalla nostalgia. Oltre a loro, Loretta e Ivan, e allo zio Marco, vorrebbe rivedere anche Gastone, il leonberger di famiglia, gli asini, i polli e le caprette. Vivono tutti in un’altra regione, e le regole non possono certo essere cambiate per lei. Se non fosse che i chilometri effettivi che separano i confini sono due: Ambra vive con i genitori a Poggio Rusco, nel Mantovano, i suoi nonni nella campagna di Mirandola, nel Modenese. Tra le due case ci sono dieci chilometri, di cui due, appunto, fuori regione.

L’appello della mamma

«Mia figlia è già stata privata della scuola, del doposcuola, degli amici, della danza. Non farle vedere neppure i nonni mi sembra una inutile punizione, tanto più che molti di quelli che vivono in questa zona hanno continuato a scavallare quotidianamente per lavoro, anche durante il lockdown», racconta la mamma, Francesca Galassi, 41 anni, impiegata in un’azienda che ha la sede a Concordia sulla Secchia, nel Modenese. «Io adesso sono ancora in smart working, riprenderò ad andare in ufficio due giorni alla settimana da lunedì prossimo. Ma mio marito, che lavora nella mia stessa ditta, non ha mai smesso di andarci. I provvedimenti di isolamento erano comprensibili durante la Fase 1. Ma ora trovo assurdo poter andare liberamente a Bergamo, o addirittura a Milano, che dista duecento chilometri da qui, per farmi un aperitivo, e non poter portare mia figlia dai nonni, a dieci chilometri».

La linea dura della Regione Lombardia

Francesca non capisce la linea dura della Regione Lombardia, che poi cozza con le immagini della movida che abbiamo visto nei giorni scorsi. Spiega: «È stato concesso ai fuori sede di attraversare l’Italia per raggiungere le famiglie al Sud, si può andare al mare, si può andare fuori regione per lavoro, ma non per visitare i propri genitori/figli/fratelli/nonni... L’ho già detto: ogni giorno sconfiniamo per andare in ufficio o in fabbrica, soprattutto in questa punta della Lombardia al confine con Veneto ed Emilia, ma non possiamo passare a salutare le nostre famiglie. Il confine regionale è una convenzione tra uomini, non una barriera per il virus. Emilia e Veneto almeno hanno aperto ad accordi locali tra sindaci e Province per consentire le visite ai congiunti. La chiusura della Lombardia non è comprensibile. E dal 3 giugno temo che non cambierà nulla».