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L protesta in Campidoglio (LaPresse)

Roma, mense scolastiche: in centinaia ammassati per protesta in Campidoglio

Risposte e certezza del lavoro, le richiesta della categoria alla sindaca. La Cgil: «Dignità e salute hanno lo stesso valore, siamo consapevoli di rischiare ma questa è l’unica arma che abbiamo per cercare di farci ascoltare»

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Risposte, stipendi, certezza del lavoro e dignità. Sono le richieste delle centinaia di operatori di mense e pulizie delle scuole di Roma Capitale che «disperati», indossando cappelli da cuochi e divise di ordinanza, tra fischietti, pentole e trombette e, soprattutto, sfidando il rischio sanitario si sono ammassati martedì 26 maggio, nel pomeriggio, in piazza del Campidoglio, sulla scalinata dell’Arce capitolina: «Dignità e salute hanno lo stesso valore, siamo consapevoli di rischiare ma questa è l’unica arma che abbiamo per cercare di farci ascoltare dalla sindaca Raggi», grida al megafono una dipendente, tra le bandiere di Filt e Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UilTucs.

«Sono tre mesi che Raggi non parla con noi negando il confronto, oggi quindi nonostante il rischio sanitario siamo costretti a essere in piazza per rivendicare diritti, salario e occupazione», ha detto Natale Di Cola, della segreteria generale della Cgil di Roma e del Lazio. «Tantissimi di loro non hanno un salario e quelli che hanno percepito gli ammortizzatori sociali hanno ricevuto buste irrisorie. Svolgono un servizio essenziale e oggi oltre alla situazione grave di crisi non hanno nessuna certezza su quello che avverrà a settembre. Non si sa come finirà questo appalto Global service per le pulizie e c’è grave incertezza su quello delle mense scolastiche».

Per Di Cola «l’amministrazione poteva evitare tutto questo ascoltando le richieste del sindacato, che proponeva di far svolgere altre attività utili a questi lavoratori che avrebbero aiutato sia le quasi 5mila famiglie coinvolte da questi appalti sia l’intera citta’. Manifestazione unitaria oggi solo prima tante manifestazioni che farmeo finche amministrazione non decidera discutere e dare certezze a oss e lavoratori evitando rivolta sociale altrimenti inevitabile». Per Alberto Civica, segretario della Uil di Roma e del Lazio, «quello che è successo durante il lockdown è rappresentato bene da questa piazza, questa Giunta da quando si è presentata non ha fatto altro che creare le condizioni perché venisse tutto distrutto: dalla raccolta dei rifiuti ai trasporti, in questi anni c’è stato un disprezzo per i lavoratori senza precedenti. All’inizio Raggi ci ha detto che non parlava con i sindacati ma direttamente con i lavoratori, ed eccoli qui i lavoratori, devono scendere in piazza per chiedere di essere ascoltati- ha proseguito Civica - Hanno lavorato soli nel chiuso delle loro stanze, senza ascoltare nessuno, e a queste persone che guadagnano 300 o 500 euro al mese hanno detto che erano raccomandati. Vorrei che venissero giù con le mascherine, ma non per proteggersi dal virus quanto per coprirsi per la vergogna».

«Il Campidoglio integri nella gestione dei centri estivi o nella sanificazione di scuole e palestre pubbliche, servizi che non siano già contemplati in altri appalti, le lavoratrici delle mense scolastiche a oggi ferme a causa della chiusura delle strutture», ha commentato Giampaolo Pavoni, della Cisl di Roma Capitale e Rieti. «Raggi ha tanta fantasia con le funivie e le proposte originali, faccia uno sforzo anche in questo. Questi lavoratori sono in Fis e molti di loro guadagnano già pochissimo. Si è tentato di fargli dare qualche lavoro in più, ma non c’è stata apertura da parte del Campidoglio. Chiediamo al Comune di inventarsi attività da far fare a queste persone», ha concluso il sindacalista.

«Esprimiamo loro tutta la nostra solidarietà e sostegno. Sono persone rimaste senza stipendio, con prospettive incerte e con famiglia spesso monoreddito — scrivono in una nota il capogruppo del Pd capitolino Giulio Pelonzi e la consigliera dem Valeria Baglio — Va fatto tutto il possibile per trovare delle soluzioni per sostenere questi lavoratori e le loro famiglie. Abbiamo presentato degli atti con l’auspicio che Giunta e maggioranza capitolina siano consapevoli della necessità di adottare provvedimenti per riaprire i servizi educativi sin dal periodo estivo».