https://images2-roma.corriereobjects.it/methode_image/2020/05/26/Roma/Foto%20Roma%20-%20Trattate/Percossim2a83b417-6e53-43da-a06e-1bd5e64aaabe16BK4I0738-kdHG-U3190312396986BwF-656x492@Corriere-Web-Roma.jpg?v=20200526073433

Dehors, domande col contagocce per ampliare i posti seduti

Il primo giorno solo 20 richieste ai municipi competenti. Gli esercenti: «Servono meno paletti». La Confesercenti chiederà un incontro urgente a Virginia Raggi per ottenere la riduzione dei tanti criteri previsti per l’ampliamento dell’occupazione di suolo pubblico

by

Si contano quasi sulle punta delle dita le domande di bar e ristoranti arrivate ai Municipi per allargare i tavolini su strada. Dieci nel I Municipio, cinque nel II, stesso numero nel III. E anche le associazioni di categoria spiegano che le richieste che stanno passando attraverso di loro sono poche: una ventina quelle che stanno seguendo i tecnici della Confcommercio e una decina quelle della Confesercenti. Secondo la quale «le norme sono ancora poco chiare», tant’è che per fare il punto è prevista per domani una riunione di giunta della presidenza: la Confesercenti chiederà un incontro urgente a Virginia Raggi con l’obiettivo di ottenere la riduzione dei 33 criteri previsti per l’ampliamento dell’occupazione di suolo pubblico. L’associazione si augura «che la sindaca dia mandato agli uffici di correggere le norme, soprattutto il vincolo di cinque metri dai palazzi della città storica, e il fatto di non poter utilizzare le strisce blu».

Ma c’è chi ha osato. Al Municipio I sono arrivate domande da piazza della Scala in Trastevere e da piazza di Santa Maria in Trastevere all’angolo con via dell’Olio; una da via dei Coronari e un’altra dal Portico di Ottavia; una anche da via Sicilia da un locale che non ha tavoli all’esterno e chiede 23 metri quadri.

«Questa delibera - attacca Sabrina Alfonsi, presidente del I Municipio - è solo di giunta e deve andare in assemblea capitolina dove ce ne sono ben tre sull’argomento. Quindi si rischia di fare oggi una domanda pagando un tecnico e magari tra una settimana si deve cambiare tutto».

«Qui nel II Municipio abbiamo vari problemi - spiega l’assessore al Commercio Valerio Casini -. Innanzi tutto quello delle pedane, e su questo abbiamo anche scritto alla sindaca. Va superata la questione degli elementi di arredo, vanno eliminati i dissuasori di sosta posti finora a protezione delle strutture: è una decisione tutta del Campidoglio. Per ora abbiamo soprattutto domande di chiarimenti».

Giovanni Caudo, presidente del III Municipio è operativo: «Noi - dice - sabato scorso abbiamo fatto una riunione con gli esercenti che sappiamo presenteranno le domande di ampliamento per coordinarle. Con il loro aiuto stiamo cercando infatti, nonostante il “liberi tutti”, di esaminare le richieste tutte insieme in modo da capire quale sarà l’impatto e quali le conseguenze delle singole domande».

«I nostri tecnici ne stanno seguendo una ventina - afferma il direttore dell’ufficio studi della Fipe Confcommercio Luciano Sbraga -. La scheda tecnica è piuttosto complicata, può essere seguita solo da professionisti, e la richiesta non è in barba a tutte le norme. Sicuramente l’allargamento lo vorrebbero tutti, ma ci vogliono condizioni strutturali come marciapiedi adeguati».

E il fatto che la delibera debba ancora passare in consiglio comunale? « Noi abbiamo avuto grandi rassicurazioni - risponde Sbraga - nel senso che c’è l’impegno a portarla avanti. Ed è subito operativa: chi fa la domanda si allarga subito, non è necessario aspettare la risposta».