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La caccia all'evasore passa dal contante e dal conto corrente

Tutti pensavano che il fisco ci lasciasse un po' in pace in questo periodo. Saranno invece l'uso del contante ed il conto corrente le prime armi del fisco per scovare gli evasori. Fino a febbraio, quando nessuno sapeva ancora cosa fosse il coronavirus, l'obiettivo del Governo era quello di racimolare qualcosa come 7 miliardi di euro dalla lotta all'evasione fiscale. Dopo l'emergenza e la crisi economica di questo periodo il progetto sembra essere stato tirato nuovamente fuori.

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Tutti pensavano che il fisco ci lasciasse un po' in pace in questo periodo. Saranno invece l'uso del contante ed il conto corrente le prime armi del fisco per scovare gli evasori. Fino a febbraio, quando nessuno sapeva ancora cosa fosse il coronavirus, l'obiettivo del Governo era quello di racimolare qualcosa come 7 miliardi di euro dalla lotta all'evasione fiscale. Dopo l'emergenza e la crisi economica di questo periodo il progetto sembra essere stato tirato nuovamente fuori.

Conto corrente e contante: le armi del fisco

Tutti sappiamo quanto la pandemia abbia inciso sulla nostra vita di tutti i giorni. Ma soprattutto sono state imposte nuove misure e nuove metodi di controllo per evitare l'accendersi di nuovi focolai in giro per l'Italia. E in questo frangente sembra proprio che il fisco abbia ricevuto, almeno indirettamente, la benedizione per una nuova caccia all'evasore

In pochi hanno pensato che molti provvedimenti nati per motivazioni strattamente sanitarie, accanto ad una loro esigenza immediata e rapida, costituiscono un regalo inaspettato per il nostro fisco. Basti solo e soltanto pensare al Documento di economia e finanza (Def), dove veniva sottolineata l'importanza del potenziamento delle attività di analisi del rischio di evasione. Comunque vada, per un po', abbiamo da stare tranquilli: l'esecutivo ha deciso di rimandare al 2021 la piena introduzione dello scontrino elettronico, ma anche la lotteria degli scontrini. Ovviamente la fattura elettronica, partita lo scorso anno, ha permesso al Governo di capire quale sia la strada da percorrere per combattere l'evasione fiscale. La sola fattura elettronica ha permesso di ottenere un gettito di Iva maggiore di 4 miliardi di euro.

Banche: il vero epicentro per conti correnti e contante

Ma senza dubbio uno dei pliastri che permetteranno di capire quanto e come si evada saranno le banche. Sono proprio gli istituti di credito a gestire parte del contante, ma soprattutto i conti correnti. Le banche hanno già l'obbligo di segnalare tutti i movimenti che superino i 10mila euro. Il fisco, invece, già da adesso ha la possibilità di spulciare nei movimenti dei nostri conti correnti. Per il momento, tra l'altro, sono state tolte le multe ai commercianti che si rifiutavano di accettare i pagamenti con i Pos ed è slittata la stretta sul contante. Il tetto per l'uso della carta moneta scenderà da 3mila a 2mila euro solo dal prossimo luglio. Scenderà a mille euro nel 2022.

Ricordiamo che tra le voci pià importanti che compongono l'incasso dello Stato cè l'Iva. Secondo alcune stime sembrerebbe che l'Italia sia uno dei paesi con la più alta perdita di gettito fiscale, se si prende come considerazione proprio l'Iva. Ogni anno il fisco perde 33,6 miliardi di euro su un totale di 137. Stando alle statistiche approntate dall'Unione europea, considerando la differenza tra imposte teoriche e quelle effettivamente versate, imprese e lavoro autonomo hanno una propensione all'evasione che si attesterebbe intorno al 69,6%, seguito dall'Iva con il 27,4%.

Evasione fiscale: numeri record in Italia

Cerchiamo di essere sinceri. In Italia i numeri parlano chiaro: l'evasione ha raggiunto la ragguardevole cifra di 109,67 miliardi di euro. L'economia sommersa si calcola che possa valere qualcosa come 192 miliardi di euro. Se si pensa al 2017, come Irpef mancano all'appello 32 mliardi, l'Iva dimenticata è stata pari a 38 miliardi, Irse ammonta a 8,1 miliardi, mentre l'Irap dimenticata dai contribuenti è pari a 5,5 miliadi. Ma non basta all'appello mancano 5 miliardi di Imu e 8,6 miliardi di contributi che i datori di lavoro non hanno mai versato.

Rispetto all'anno precedente la situazione è leggemente migliorata, dato che, globalmente, troviamo 1,5 miliardi di evasione in meno. Numeri senza dubbio ancora troppo bassi. per questo la caccia agli evasori è destnata a riprendere.