Commercialisti
contro Saviano:
«Accuse inaccettabili»

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«Un’uscita improvvida. Speriamo ci sia la possibilità per i commercialisti di replicare alle accuse di Roberto Saviano, tra l’altro lanciate in una trasmissione del servizio pubblico. Il nostro presidente nazionale Massimo Miani ieri sera ha provato a chiamare Fabio Fazio, ma non gli è stato possibile intervenire a “Che tempo che fa”. Indubbiamente i miei colleghi sono molto arrabbiati, anche a Verona». Alberto Mion, presidente dei commercialisti scaligeri racconta dello sgomento e delle reazioni suscitate dall’intervento dello scrittore, rimbalzati sulla chat dei presidenti provinciali non appena Saviano in diretta tv ha sostenuto che i commercialisti italiani segnalano alla criminalità le aziende in crisi.

«Vorrei ricordare che anche tra noi c’è chi pagato un prezzo molto alto per aver rifiutato di collaborare con la malavita. In alcune regioni d’Italia particolarmente esposte ci sono state vittime», spiega. «Abbiamo obblighi di legge e deontologici che ci impongono comportamenti trasparenti. In questi mesi di crisi stiamo collaborando con il prefetto, Donato Cafagna in numerosi tavoli e stiamo cercando di consigliare imprese e clienti sugli strumenti di accesso alla liquidità. I nostri studi sono stati al servizio di tutti per la durata del lockdown. Abbiamo fatto e stiamo facendo la nostra parte», afferma Mion.

Contro Saviano, hanno alzato le barricate i senatori di Forza Italia e membri della commissione Vigilanza, Alessandra Gallone e Maurizio Gasparri, che hanno presentato un’interrogazione. L’intervento di Saviano viene bollato come lesivo della onorabilità di 120mila professionisti. «Già nelle prossime ore valuteremo la possibilità di adire le vie legali per difendere il buon nome della nostra professione», avverte il presidente del Consiglio nazionale, Miani.