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Nella fase 1 gli italiani hanno rispettato il distanziamento sociale: 9 su 10 indossavano mascherina

Un report Istat sulla fase uno dell’emergenza coronavirus, gli italiani hanno rispettato le regole: il 72% della popolazione maggiorenne non è uscito di casa durante la giornata. Chi è uscito, in oltre l’82% dei casi, è andato a trovare familiari e parenti (genitori/suoceri 45%),mentre nel 29% dei casi ha fatto visita ad amici, vicini o altre persone.

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Secondo un report Istat, che ha analizzato la fase uno dell'emergenza, gli italiani hanno rispettato la distanza interpersonale di almeno un metro nei luoghi pubblici e per strada. L'indagine, condotta tra il 5 e il 21 aprile 2020, ha passato in rassegna i comportamenti e le percezioni dei cittadini durante il lockdown.

In media, il 72% della popolazione maggiorenne non è uscito di casa durante la giornata. "Il 22,7% è uscito una volta e il 5,2% due o più volte", si legge nel report. "Non emergono differenze di genere mentre rispetto all'età – sottolinea l'Istat – sono stati i 45-64enni a uscire di più(oltre il 35%). Le quote più basse si rilevano invece tra i giovani di 18-24 anni (19,6%) e tra gli anziani di 75 anni e più (10,1%)".

È emerso che nella fase uno meno di un quinto della popolazione di 18 anni e più (19,1%) ha fatto visita a persone per portare loro la spesa o farmaci o per fare semplicemente compagnia, e di queste soltanto l'1,2% lo ha fatto tutti i giorni. Nel dettaglio, spiega l'Istat, anche il mantenere la distanza obbligatoria da persone esterne alla propria famiglia è stata una delle indicazioni per il contenimento del contagio molto rispettata; la maggior parte delle persone dichiara di essere riuscita sempre a osservare tale norma (92,4%), indipendentemente dall'età e dal genere.

Ancora una volta nelle zone a minor rischio la quota scende leggermente, ma si attesta comunque all'89,6% (rispetto al 90,9% dell'area 2 e al 95,5% della zona rossa). La percezione del rispetto generalizzato delle regole è confermata anche da quanti il giorno prima sono usciti per fare la spesa: il 90,1% di questi ha riferito che la distanza di un metro è stata rispettata, ad esempio, al supermercato.

Visite, le donne anziane ne hanno ricevute di più

Per quanto riguarda le visite, fatte o ricevute, non emergono differenze di genere e anche quelle per età non sono marcate: la quota di chi è uscito per fare visite si attesta intorno al 22% per tutta la fascia di età 18-64 anni e scende sotto la media tra la popolazione di 65 anni e più (circa il 10%). Le differenze sono molto contenute anche a livello territoriale: le uscite per le visite sono state molto limitate in tutte le aree del Paese. Chi è uscito, in oltre l'82% dei casi, è andato a trovare familiari e parenti (genitori/suoceri 45%), mentre nel 29% dei casi ha fatto visita ad amici, vicini o altre persone.

Il contenimento degli spostamenti è confermato dalla percentuale di persone che hanno ricevuto visite. Il 23,6% della popolazione di 18 anni e più ha ricevuto visite da persone che hanno portato loro la spesa, farmaci o sono venute per fare compagnia (si tratta di 11 milioni e 846 mila persone, di cui più della metà di 65 anni e più). La quota di chi ha ricevuto visite è molto contenuta e inferiore alla media per tutta la fascia di età 18- 64 anni, sale poi al 32,3% tra la popolazione di 65-74 anni e raggiunge il 60,1% tra gli ultrasettantacinquenni. La quota di chi ha ricevuto visite è più alta tra le donne (26,3% rispetto al 20,7% tra gli uomini) e in particolare tra le donne anziane di 75 anni e più (68% rispetto a 48,4% tra gli uomini della stessa età).

9 italiani su 10 con la mascherina

Nove cittadini su dieci hanno indossate le mascherine. Nel periodo in esame l'89,1% delle persone di 18 anni e più riferisce di averle usate. L'utilizzo è stato diffuso in modo trasversale in tutta la popolazione, raggiungendo il valore più alto tra le persone di 45-54 anni (94,5%), relativamente più basso il valore rilevato tra i più anziani (73,5% per 75 anni e più), anche perché molto probabilmente sono stati di più in casa. L'utilizzo delle mascherine ha riguardato tutto il territorio, a prescindere dalle condizioni di maggiore o minore rischio di contagio della zona in cui si vive. Dei 5 milioni e mezzo di individui che non hanno usato la mascherina, il 68,6% probabilmente non ne ha avuto bisogno (il 20,4% ne aveva la disponibilità ma non ha avuto bisogno di usarla, il 48,2% non l'ha cercata), mentre il 31,3% riferisce di averla cercata senza trovarla. La percentuale di quanti non hanno trovato le mascherine varia nelle diverse aree del Paese: è pari al 20,9% nella zona rossa, passa al 30,7% nelle altre aree del Centro-Nord e al 40,9% nelle aree del Mezzogiorno. Tali percentuali indicano che nelle zone maggiormente colpite la reperibilità delle mascherine è stata maggiore.

Mascherine, solo il 12% usa quelle ‘fai da te'

Secondo l'Istat durante il lockdown le persone si sono procurate le mascherine in diversi modi: "circa la metà le ha acquistate in una farmacia o in un negozio di sanitaria, il 22,3% riferisce che sono stati parenti o amici a procurargliele, il 17,8% le ha comprate in un altro negozio, il 12,4% le ha fatte in casa o le ha ricevute sempre di fattura artigianale da un conoscente, il 6,5% le ha acquistate su internet".

Mani lavate anche 20 volte al giorno

Nella fase di lockdown pieno le persone hanno lavato le mani in media 12 volte al giorno: "In un giorno medio settimanale, le persone hanno dichiarato di aver lavato le mani in media 11,6 volte" e "di averle pulite con disinfettanti circa 5 volte". Per l'Istat si tratta di "un segnale di forte attenzione che in alcuni casi può essere interpretato come un sintomo d'ansia". Anche perché, "una quota non indifferente di persone, infatti, riferisce di aver lavato le mani almeno 20 volte nel giorno precedente l'intervista (16,5%) e si arriva al 22,4% tra le persone di 55-64 anni".