Palamara “chi contro di me peggio per lui”/ Csm choc: “fermarmi? Mi devono uccidere”

Luca Palamara, altre chat choc quando era nel Csm “fermarmi? Mi devono uccidere: peggio per chi è contro di me”. Il caos-magistrati continua

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Tra Di Matteo, Bonafede, Salvini, Travaglio, i magistrati del Csm e dell’Anm, gli ultimi 12 mesi hanno visto esplodere un letterale “terremoto” giudiziario tutto partorito dal “trojan” piazzato sul cellulare di Luca Palamara, ex n.1 Anm e poi sospeso anche dal Csm per essere indagato per corruzione attorno alle per nulla chiarite “trame” sulla Procura di Roma. Negli ultimi giorni le intercettazioni hanno fatto saltare i vertici dell’Associazione Nazionale Magistrati (dopo il caso-Salvini con l’ex Ministro Interno individuato come “obiettivo” da colpire perché inviato alla maggioranza delle toghe rosse) ma è in generale l’intero Csm a ribollire per le tante chat ancora tutte da pubblicare per i quotidiani che vedono incroci e intrecci (anche con alcuni giornalisti “vicini” a “intimi” magistrati) in una maxi ragnatela di accuse e mezzi fatti che non contribuiscono a chiarire i nodi dell’inchiesta. In tutto questo marasma emergono ancora nuove parole di Palamara indirizzate al collega pm Cesare Sirignano (che proprio per le chat con l’ex n.1 Anm ci ha rimesso il posto dalla Direzione Antimafia negli scorsi giorni): «E secondo te io mollo? Mi devono uccidere. Peggio per chi si mette contro».

LE INTERCETTAZIONI CHOC CHE INGUAIANO I MAGISTRATI

Palamara si riferisce ancora alle “trame” per le nomine nella Procura di Roma dopo il pensionamento per limiti di età di Pignatone: il frammento di quel dialogo in chat è stato pubblicato oggi come intercettazione dal Corriere della Sera che fa capire come la posta in gioco per quel posto in Procura pareva davvero alta. Non solo, questa come altre intercettazioni – che devono sempre essere prese col beneficio del dubbio per capire in che contesto e con che tono del discorso siano state utilizzate – mostrerebbero come Palamara assieme ad altri magistrati tentasse di pilotare dall’esterno del Csm il nuovo numero 1 della Procura di Roma, con l’aiuto dei deputati Pd Cosimo Ferri e Luca Lotti (secondo le indagini della Procura di Perugia).

Dopo quel messaggio avvenuto ormai più di un anno fa, quell’indagine a carico di Palamara è stata chiusa e sono stati depositati gli atti raccolti dagli inquirenti: in quel faldone risultano dunque tutte le chat WhatsApp captate dal trojan, riguardo il periodo in cui il magistrato era ancora nel Csm (fino da settembre 2018) e cercava di dirigere le strategie interne alla magistratura tra la sua corrente di Unicost, Area e i giudici “laici” di centrosinistra. Se dopo il 2018 ha cambiato linea e preso meno la parte del Csx, fino a quel periodo (e gli attacchi a Salvini lo confermano) Luca Palamara – conferma il Corriere della Sera – era stato un profondo alleato della sinistra giudiziaria come sta emergendo in questi ultimi giorni dalle tante chat e intercettazioni pubblicate dai quotidiani.