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Fase 2, Regioni: Boccia "Se continua così non apriamo", Toti "Chiusura uccide il Paese"

Le scene della movida viste nelle serate dell'ultimo weekend in tutte le città italiane continuano a preoccupare Governo e Regioni alle prese anche con la necessità di riaprire il flusso tra le varie zone d'Italia, ma al contempo con l'obbligo di mantenere basso il rischio di contagio

"Non siamo sorpresi per quel è accaduto in questo fine settimana. Ma se è comprensibile e umano, dopo due mesi, uscire di casa, non dobbiamo dimenticare che siamo ancora dentro il Covid 19 e dunque chi alimenta una movida sta tradendo i sacrifici fatti da di milioni di italiani. A fine settimana il Consiglio dei ministri farà le sue valutazioni in base al numero dei contagi. E per lo sblocco della mobilità tra Regioni faremo le nostre valutazioni: non è detto, ma potrebbe diventare inevitabile prendere tutto il tempo che serve". Così il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia torna sulle questioni movida e apertura dei confini tra le Regioni.

Assistenti civici
Per Boccia è senza senso "bruciare tutto per una notte da movida" e sebbene si tratti di comportamenti tenuti da una minoranza di individui, perché "posso assicurare che la stragrande maggioranza degli italiani sono indignati per questo genere di comportamenti", il governo continuerà a monitorare e, se dovesse servire, potremmo decidere di intervenire". Nel tentativo di limitare i danni, si valuta ogni tipo di soluzione. Il ministro Boccia e il presidente dell'Anci, nonché sindaco di Bari, Antonio Decaro, hanno messo a punto un bando per reclutare 60mila assistenti civici, figure professionali che contribuiscano a dare una mano per far rispettare il distanziamento sociale nei parchi, nelle spiagge e nei locali, ed anche per sostenere la parte più debole della popolazione. Dovranno essere maggiorenni, disoccupati, percettori di reddito di cittadinanza o di ammortizzatori sociali. E opereranno fino al termine dello stato di emergenza dichiarato dal Consiglio dei ministri.

La Liguria preme per l'apertura
"La chiusura dei confini delle Regioni ancora a lungo è una cosa improponibile e impensabile, vuol dire uccidere il Paese e uccidere la libertà, spostarsi sul territorio nazionale è un diritto costituzionale che si può comprimere in casi di assoluta emergenza e per un periodo limitato di tempo". Così il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, stamani a "Mi manda Rai Tre" ha commentato l'ipotesi di un'estate senza turisti lombardi e piemontesi in Liguria a causa del coronavirus. "Speriamo che il numero dei contagi scenda, mi pare che anche in Lombardia stia scendendo, anche se è stata la Regione più colpita. - ha detto -. Non credo si possano tenere chiusi i confini delle Regioni, men che meno i confini del Paese. Il turismo vale tra il 10 e il 15% del Pil nazionale, sarà già un'estate complessa, cerchiamo di non renderla peggio di quella che potrebbe essere".

Bonaccini: "Per aprire tra le Regioni vediamo l'ultimo bollettino di maggio"
"Sono quasi tre mesi che gestiamo una crisi senza precedenti. Prima l'emergenza sanitaria, poi la riapertura e la ripartenza". Il presidente dell'Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, in un'intervista al corriere della Sera, torna sulla riapertura tra Regioni. "Per i confini va atteso l'ultimo bollettino di maggio. Tracciare come procede l'epidemia è un punto fondamentale. Auspico che il governo renda operativa l'App Immuni al più presto. Adesso c'è un Paese da rimettere in moto. Il Pd ha un segretario che stimo e di cui sono amico, Nicola Zingaretti. Traccerà lui la strada più giusta, io sono pronto a dare il mio contributo se servirà, ora però le priorità che ho davanti come presidente di Regione sono altre". 

La Lombardia punta sulla persuasione anti movida
"Io penso che più della repressione valga la convinzione: bisogna far capire ai giovani e anche i meno giovani che bisogna ancora tenere duro per qualche settimana, bisogna far capire loro che quei comportamenti sono pericolosi per loro stessi e per il resto della popolazione". Così il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha risposto in merito agli "assistenti civici" volontari da schierare per gestire al meglio la Fase 2 del Coronavirus su Rtl. Il governatore ha spiegato che "i giovani si sentono più forti perché con loro il virus è meno aggressivo, ma rischiano di diventare un veicolo che porti il virus ai loro nonni, ai loro genitori: è un rischio che credo non valga la pena correre".