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“Come facciamo ripartire il mondo?” La parola all’Onu dei ragazzi

Parteciperanno online da tutto il mondo alla prima simulazione dei lavori delle Nazioni Unite dedicata agli studenti delle superiori e delle Università: appuntamento a fine luglio

Scrivono dalla Cina, dal Senegal, dal Nepal. Arrivano da tutti gli angoli del pianeta le richieste per partecipare al Change the World Web Edition, Virtual Model UN, la prima simulazione dei lavori delle Nazioni Unite che si svolge completamente on line, dedicata a studenti delle scuole e delle università di tutto il mondo.

Così Associazione Diplomatici reagisce al lockdown che ha impedito a circa 4000 giovani di recarsi a New York dal 25 marzo al 2 aprile per la tradizionale simulazione che ogni anno si svolge all’interno del Palazzo dell’ONU, dove era atteso, tra gli altri, anche Bill Clinton. Il tutto rinviato dal 29 luglio al 4 agosto, se l’emergenza Covid-19 lo consentirà e con il 98% degli iscritti di marzo che ha già confermato la presenza. «Il risultato è straordinario – commenta Claudio Corbino, presidente di Associazione Diplomatici - riceviamo migliaia di richieste di candidatura ogni giorno. Ad oggi si parla di circa 5 mila richieste e contiamo di superare le 10 mila alla fine della promozione del progetto. Di queste – chiarisce - ne selezioneremo al massimo un migliaio da dividere in più edizioni, per garantire un progetto serio e professionale che consenta agli studenti di lavorare bene fra loro».

Nel frattempo, dal 6 al 10 giugno, migliaia di giovani potranno continuare ad aggiornarsi, comprendere cosa sta succedendo nel mondo e coltivare il proprio talento tramite le più moderne tecnologie di comunicazione come Workplace e Zoom. L’attività formativa, infatti, è fedelmente riportata all’interno di un ecosistema virtuale che consente ai partecipanti di immedesimarsi a pieno nei lavori di simulazione, interagire con gli altri studenti e lavorare in team usando il proprio computer o smartphone. 

I partecipanti si confronteranno on line con esperti, ambasciatori, campioni dello sport, giornalisti e intellettuali sulla pandemia, sulle sue implicazioni sulle libertà personali, sull’informazione, sull’effetto sugli assetti mondiali. Poi, divisi in team internazionali da 30 persone, dovranno confrontarsi tra loro e concordare gli interventi per la simulazione finale. «Ci siamo inventati una serie di nuove attività che di solito non proponiamo nei nostri Model UN – aggiunge Corbino - ma che renderanno lo studente ancora più protagonista. Iniziative legate alla didattica a distanza e alle team challenges, sfide online che ci consentono di continuare a coltivare il talento dei ragazzi, che sia in campo musicale, sportivo o giornalistico». La squadra che vince – formata da 30 ragazzi – otterrà un voucher di 500 euro che ogni componente potrà spendere per i progetti live.

Un’iniziativa, quella di trasferire l’attività online, che si replicherà sicuramente anche per altri progetti organizzati da AD, come Change the World for Democracy e Model EU. «Una delle prime cose che cercheremo di raccontare ai ragazzi, nella web edition, sarà che quella che stiamo vivendo non è una guerra. Sicuramente si tratta di una grandissima emergenza, ma è una questione ben diversa dalla guerra. Se fossimo in un conflitto, infatti, i ragazzi di tutto il mondo, che in così tanti hanno voluto dimostrarci di voler giocare al gioco delle Nazioni Unite, sarebbero in trincea a spararsi gli uni contro gli altri. Quindi stiamo attenti alle cose che diciamo e alle definizioni che usiamo. E poi faremo una riflessione sulla democrazia. Il fatto che siano i politici a dare giudizi sui cittadini non va bene, dovrebbe essere l’opposto. Questa è la democrazia».