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Ulivieri: "Simoni, che personalità: si faceva intendere senza gridare. Serie A? Ci si dovrà arrangiare"

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Il presidente dell'Assoallenatori, Renzo Ulivieri, è uno degli ospiti di questa mattina di Radio Anch'io Lo Sport. Nel suo intervento ha parlato del ritorno in campo della Serie A, della perdita di un amico come Gigi Simoni e dell'ascesa del calcio femminile.

"Secondo me - ha detto Ulivieri - si può concludere il campionato, ma non si può pensare che tutto torni alla normalità. Ci si dovrà arrangiare, ci troveremo davanti a situazioni nuove. La situazione anomala, speriamo ci consenta di arrivare alla fine. Noi abbiamo detto di cercare di salvaguardare i contratti più bassi. Salvaguardiamo le categorie di persone che guadagnano sotto i 1.500 euro al mese. Credo che per questi non si possa discutere, mentre ancora non hanno preso marzo e aprile. Non mi sembra umano considerando che queste famiglie con questi soldi campano. Sarà una gestione non facile, bisognerà misurare i carichi di lavoro dei giocatori ma oggi abbiamo un'alta specializzazione. Credo ci sia la capacità di gestire al meglio questa situazione. Ritrovare i ritmi gara sarà difficile, credo che ci sia la necessità delle cinque sostituzioni. Certamente una 'piccola' ha un valore della rosa inferiore alle altre, per cui Liverani ci rimette un po' in questa situazione ed ecco perché è contrario".

Molto toccante il ricordo di Gigi Simoni. "Mi commuovo ancora, ieri non sono stato capace di fare un'intervista - dice Ulivieri -. Con Simoni siamo stati ragazzi insieme, eravamo nella stessa casa quando giocavamo nella Fiorentina. Era un persona di grande compostezza e di grande personalità, tale da farsi intendere senza mai alzare la voce. L'ho sempre ammirato per questo. Mi sarei sempre voluto ispirare a lui, non ci sono mai riuscito. Ero legato a lui da 60 anni".

In ultimo il tecnico ha parlato del calcio femminile, mondo in cui vive allenando il Pontedera. "Spero si arrivi al professionismo nel calcio femminile, ma nel modo giusto. Non vorrei si passasse dal dilettantismo puro al professionismo totale. Credo serva un passaggio per gradi, con una possibilità di scelta tra continuare come dilettante e fare il professionista. E' indubbio però che è la squadra da percorrere per la Serie A. Io alleno il Pontedera femminile in C, diventerebbe un problema pensare al professionismo. Sarebbe però importante garantire le tutele dei professionisti".