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📷 Vittorio Brumotti

Brumotti dopo l'aggressione: "La mia è vocazione, nemmeno i miei cari possono fermarmi"

L'inviato di Striscia è stato colpito al volto da alcuni pusher mentre stava riprendendo con la sua gopro scene di spaccio a Milano

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Non è la prima volta che Vittorio Brumotti viene aggredito durante uno dei suoi servizi sullo spaccio a Milano, ma non saranno certo questi episodi di violenza a fermarlo. Il temerario inviato di 'Striscia la notizia' lo assicura in un'intervista al Corriere, all'indomani dell'ennesima aggressione subita a Porta Venezia ad opera di un gruppo di spacciatori: "Il mio obiettivo è risvegliare le coscienze, il mio motto è andare a riprendermi il territorio dove comandano le mafie".

"Mi hanno colpito al volto con il bastone della mia gopro - racconta - una botta fortissima, sono anche svenuto per qualche secondo". Brumotti rivela, nonostante le tante disavventure subite nel corso delle sue incursioni in ambienti della criminalità, di farlo per "vocazione, come la fede per i preti. Per questo non mi piace quando strumentalizzano i miei servizi. Io mi muovo solo quando mi chiamano i cittadini esasperati da situazioni insopportabili", spiega. Una 'vocazione' che i suoi familiari e la sua fidanzata sanno che non possono arginare: "Togliermi tutto questo è come togliermi l'ossigeno. Quando prendo le mazzate la prima cosa a cui penso sono i miei cari, ma sanno che non mi possono fermare: sarebbe una battaglia persa".

Dopo l'aggressione di sabato sera, il biker è stato trasportato all'ospedale Niguarda e medicato. Ora sta bene ed è già pronto a tornare in sella per filmare ancora le piazze dello spaccio.