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Gastaldello: "Con la ripresa a rischio la nostra incolumità. Scandaloso giocare alle 16.30 d'estate"

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Daniele Gastaldello, difensore del Brescia, continua a dirsi fortemente contrario alla ripresa della Serie A. "Io resto della mia idea. Non bisogna avere paura, ma finire questo campionato credo sia una forzatura - dice ai microfoni di Radio Anch'io Lo Sport -. Si va incontro a rischi che non sono solo quelli del contagio, ma anche l'incolumità dei giocatori. Giocare dodici partite in uno spazio così stretto si rischia molto, particolarmente con le temperature estive. Ho letto che vorrebbero farci giocare anche alle 16.30 ed è scandaloso. Non è fattibile".

Il calciatore cita come esempio quanto accaduto nella città in cui gioca. "Magari nel resto d'Italia non si percepisce cosa è accaduto in Lombardia, in particolare a Brescia c'è stato un dramma importante. E' morta tanta gente. Al supermercato tanti tifosi mi chiedono perché ricominciamo a giocare, li capisco perché dall'oggi al domani hanno perso familiari e amici. Tutto deve riprendere, ma questo campionato riparte in maniera forzata. E' come se fosse un altro torneo, perché da quando abbiamo smesso sono passati tre mesi. La forma sarà diversa, la situazione di gioco sarà diversa perché non ci sono i tifosi. Per me non è calcio. E non sono d'accordo nemmeno con l'idea di playoff e playout. Si modificherebbe un regolamento a campionato in corso. Altri sport di contatto come rugby e basket hanno fermato i tornei. Ci sono da fare delle valutazioni anche per il campionato dell'anno prossimo, si rischia di rovinare anche quello. A fine annata, nel 2021, ci sono anche gli Europei. Non siamo macchine, il nostro fisico è rimasto fermo due mesi e ora in un mese dobbiamo prepararci per dodici partite. Quando finisce un campionato si sta fermi quaranta giorni, poi in un mese e mezzo ci si prepara ma si fanno delle amichevoli in mezzo. Questo campionato deve fermarsi, su promozioni e retrocessioni c'è il tempo per decidere. Sono il primo che dice che se siamo ultimi in classifica è giusto che retrocediamo. Il calcio deve tornare ad essere una passione e io sto vedendo che anche tra noi giocatori quella passione sta passando.".

Secondo Gastaldello, sarebbe stato importante chiamare anche i calciatori a raccolta per avere un'opinione su determinati aspetti. "Ne ho parlato anche con Tommasi, mi ha colpito molto il fatto che i calciatori non siano stati tirati in ballo - dice -. Non ci hanno chiesto cosa ne pensavamo, nemmeno per il protocollo che alla fine dobbiamo attuare noi per primi. Non è giusto pensare che il calciatore debba stare zitto e giocare. Gli stipendi? Noi siamo stati pagati regolarmente a livello di scadenze. Si parla del fatto che i calciatori sono privilegiati e magari lo siamo, ma dietro i giocatori di Serie A ce ne sono moltissimi che guadagnano il minimo federale e devono mantenere una famiglia. Sono calciatori anche loro e non possono prendere uno stipendio con tre o quattro mesi di ritardo. Non dobbiamo generalizzare rispetto a tutto il mondo del calcio".