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📷 Spostamenti tra regioni dal 3 giugno in avanti: molto probabile, ma non ancora ufficiale. Foto Ansa (archivio)

Coronavirus, spostamenti tra regioni dal 3 giugno: è venerdì il giorno chiave

Il piano dell'esecutivo è permettere gli spostamenti tra regioni tra una settimana o poco più, ma ci sono molte cose ancora da chiarire. La data chiave dovrebbe essere venerdì 29 maggio, quando ci sarà il risultato del monitoraggio

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Spostamenti tra regioni consentiti tra una settimana o poco più, dal 3 giugno 2020? Il piano è quello, ma ci sono molte cose ancora da chiarire. "Al 3 giugno mancano dieci giorni, il quadro si chiarirà in fretta. Credo si debba centrare un solo obiettivo: adottare soluzioni praticabili, efficaci e chiare. Discuterne ora, senza i dati del prossimo weekend, è inutile". Lo spiega il presidnete della Conferenza delle Regioni e governatore dell'Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, in un'intervista al "Corriere della Sera". "Il monitoraggio del governo si avvale di dati su 21 parametri che le Regioni devono trasmettere ogni giorno - continua Bonaccini - Griglie messe a punto da scienziati, con soglie di sicurezza che, se superate, porteranno a nuove chiusure. Se vi sono dubbi vanno subito chiariti e risolti, e chiunque deve essere richiamato alle proprie responsabilità".

Il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, in un'intervista alla "Stampa", torna sull'argomento: "Non siamo sorpresi per quel è accaduto in questo fine settimana. Ma se è comprensibile e umano, dopo due mesi, uscire di casa, non dobbiamo dimenticare che siamo ancora dentro il Covid 19 e dunque chi alimenta una movida sta tradendo i sacrifici fatti da di milioni di italiani. A fine settimana il Consiglio dei ministri farà le sue valutazioni in base al numero dei contagi. E per lo "sblocco" della mobilità tra Regioni, faremo le nostre valutazioni: non è detto, ma potrebbe diventare inevitabile prendere tutto il tempo che serve".

"In qualche modo era prevedibile che dopo due mesi di Paese chiuso, la gente uscisse e si mettesse, non solo metaforicamente, a correre. Basta guardare in questi giorni i bambini, io penso a mia figlia, che corrono all' impazzata, senza una meta, con una gran voglia di libertà, ad abbracciare la natura e si spera presto anche gli amici. Cosa ben diversa sono gli assembramenti di alcune movide" secondo Boccia. "Tra l'altro coloro che trasgrediscono le regole di convivenza, tradiscono i sacrifici che loro stessi hanno fatto. Per non parlare degli operatori sanitari, o degli italiani che non ci sono più. Che senso ha bruciare tutto per una notte da movida? Sinora abbiamo usato il metodo del buon padre di famiglia, un po' di bastone e un po' di carota: ha funzionato. Ma attenti ad un eccessivo allarmismo: siamo parlando di una minoranza" conclude.

L'ipotesi di consentire spostamenti dal prossimo 3 giugno solo tra regioni con lo stesso livello di contagio (indice Rt) appare complessa da mettere in piedi. Un puzzle complicato: se, ipotizziamo, da una regione a rischio alto o moderato non ci si potrà spostare in una a rischio basso, resta il dubbio sul come muoversi. Se ad esempio un lombardo potrà muoversi solo verso Umbria o Molise come potrà farlo se non attraversando, inevitabilmente, altre regioni? Insomma, le criticità nel caso di una scelta del genere sono dietro l'angolo e il humero di forze dell'ordine da mettere in campo sui confini regionali per i controlli stradali in tal caso appare eccessivo. Ad oggi gli spostamenti tra regioni sono consentiti solo per motivi di lavoro, urgenza, necessità.

Per il presidente dell'Iss Silvio Brusaferro la questione della mobilità tra le regioni "va affrontata con un numero di nuovi casi ancora più ridotto rispetto a quello che abbiamo". Ma sulla base di quali criteri? "L'indice Rt cambia su base settimanale e lo escluderei come criterio per gli spostamenti". C'è una settimana abbondante di tempo per arrivare a una sintesi.

L’obiettivo è chiaramente la libera circolazione dal 3 giugno tra tutte le regioni, un passo essenziale per far ripartire economia e turismo in questa fase 2 di convivenza con il coronavirus. L'alternativa è una riapertura graduale e scaglionata. Ci sarà evidentemente un nuovo Dpcm per lo spostamento tra regioni, con tutta una serie di condizioni stringenti. Mercoledì, giovedì e venerdì il ministro della Salute Roberto Speranza farà le sue valutazioni e poi ci sarà un Cdm per un’ultima valutazione sulla mobilità tra le regioni. La data chiave dovrebbe essere venerdì 29 maggio, quando ci sarà il risultato del monitoraggio del ministero della Salute con i dati sui contagi regione per regione.

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