https://www.repstatic.it/content/nazionale/img/2020/05/25/114559410-03600aaf-2812-4d7c-b258-ef83822ff7ce.jpg
(fotogramma)

la Repubblica

Inps, via alle domande per il bonus da 500 euro per colf e badanti

Sul portale dell'Istituto attivata la procedura relativa ai mesi di aprile e maggio. I lavoratori non devono esser conviventi con le famiglie, ma non è necessario aver perso ore con il Covid. Accredito via Iban o in Posta. Le regole per fare domanda

MILANO - Aperta sul sito dell'Inps la procedura per richiedere il bonus da 500 euro per aprile e maggio, riservato ai lavoratori domestici con uno o più contratti di lavoro alla data del 23 febbraio 2020, per un monte ore superiore alle 10 settimanali. Una misura entrata nel decreto Rilancio, dopo le polemiche per l'esclusione di colf e badanti dal provvedimento di aprile del governo. E un sollievo per una categoria che, al di là dell'avere un parziale paracadute economico dallo Stato, durante il lockdown ha subito un forte contraccolpo occupazionale: secondo recenti stime di Assindatcolf, non potendosi permettere il pagamento di stipendi a vuoto e con il rischio sanitario incombente, già nella prima metà di aprile sono scattati licenziamenti per il 30% circa dei lavoratori.

Ora, come detto, arriva il bonus. La stessa ministra Catalfo conferma via Twitter il messaggio dell'Istituto della previdenza: "Con questa misura assicuriamo un sostegno concreto a una categoria di lavoratori messa fortemente in difficoltà a causa dell'emergenza Covid-19", scrive sul social network.

Per accedere al bonus, i lavoratori non devono essere conviventi con le famiglie, e non destinatari di altre indennità previste dal decreto Cura Italia e non titolari di pensione.

Una volta entrati nella pagina dedicata al servizio sul sito Inps, attraverso le proprie credenziali o Spid, si trovano maggiori informazioni di dettaglio. L'Istituto spiega che l'indennità per i lavoratori domestici "verrà erogata sulla base della domanda presentata attraverso le funzioni messe a disposizione in queste pagine del sito web dell'Istituto, ovvero rivolgendosi al Contact Center".

Aperta anche la via dei Patronati. Andrea Zini, vicepresidente di Assindatcolf, spiega che "la stragrande maggioranza dei lavoratori si sta muovendo indirizzandosi verso i patronati". La stima dell'associazione è che circa 460 mila persone potranno esser interessate dal provvedimento, che risulta in linea con i 460 milioni stanziati: "Ci sembra sia ben finanziata", dice considerando l'esclusione dei conviventi e coloro che hanno meno di 11 ore di lavoro stabilità dai contratti. In generale, Zini riconosce che "il risultato è positivo perché tiene conto dei problemi delle famiglie, ma lo fa proteggendo i lavoratori. L'intervento statale ammette il meccanismo della conservazione del posto anche senza la necessità di versare lo stipendio da parte delle famiglie".

Ecco di seguito le altre informazioni di dettaglio che provengono dall'Inps.

Chi può chiedere l'indennità

Tra i requisiti richiesti dall'Inps non è presente il riferimento alla perdita di 'fatturato' a seguito del lockdown per l'emergenza sanitaria, come avviene per gli autonomi. Dettaglia l'Inps che l'indennità è destinata ai lavoratori domestici, non conviventi con il datore di lavoro, in possesso dei seguenti requisiti:

 

Cumulo con il Reddito di cittadinanza: tetto a 500 euro

In caso di soggetti che percepiscono una misura di contrasto alla povertà (esempio Reddito di cittadinanza o Pensione di cittadinanza), l'indennità è riconosciuta comunque fino al raggiungimento della somma di 500 euro mensili ad integrazione della somma percepita a titolo di Reddito o Pensione di cittadinanza.
 

Accredito del bonus sul c/c della propria banca o in Posta

Per compilare la domanda occorre avere a disposizione il codice IBAN, intestato al richiedente, sul quale avverrà l'accredito dell'importo dovuto in caso di esito positivo della istruttoria. In alternativa può essere selezionata la modalità di pagamento tramite bonifico domiciliato con riscossione diretta della somma spettante presso uno qualsiasi degli uffici postali sul territorio nazionale.

Nel caso in cui non si disponga di una residenza sul territorio nazionale è necessario comunicare nella domanda anche il proprio domicilio in Italia.

È possibile compilare la domanda e lasciarla nello stato di "bozza" fino a quando non si ritiene che i dati inseriti siano completi e corretti. Tuttavia, è importante tenere presente che la domanda nello stato "bozza" non verrà lavorata. La domanda nello stato di bozza sarà salvata negli archivi dell'Istituto ma non sarà lavorata. Affinché possa essere avviato il processo di lavorazione è necessario che il richiedente confermi i dati inseriti e trasformi la domanda da "bozza" a "presentata".

Alla presentazione della domanda sarà rilasciata al richiedente una ricevuta con un numero identificativo, ma senza il numero di protocollo ed il riferimento della sede INPS di competenza. La protocollazione avverrà in un secondo momento e sarà inviata al richiedente una notifica per avvisare che ricollegandosi alla sezione Consultazione pratica e pagamenti potrà scaricare la ricevuta completa del numero di protocollo e del riferimento della sede INPS.
 

Altre funzioni

Una volta presentata la domanda, usando le funzioni presenti nel menù di sinistra, sarà possibile:

Le funzioni di ristampa non sono disponibili per le domande nello stato bozza e la modifica dei dati per l'accredito del pagamento è possibile solo fino all'avvio del processo di emissione del pagamento. Nella sezione che consente il monitoraggio dello stato di lavorazione della domanda il richiedente potrà verificare lo stato in cui la domanda si trova.