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Snowpiercer, la recensione: il treno della serie tv esce fuori dai binari

Dal 25 maggio 2020 su Netflix c’è “Snowpiercer”, adattamento televisivo ispirato al graphic novel francese “Le Transperceneige” a cui era già ispirato il film di Bong Joon-ho del 2013. Ci si ostina a cercare analisi antropologiche, sociali e politiche su questo treno che, a differenza dell’adattamento precedente, finisce per deragliare dopo pochi episodi tra lungaggini e storie già viste.

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Dal 25 maggio 2020 su Netflix c'è "Snowpiercer", adattamento televisivo ispirato al graphic novel francese "Le Transperceneige" a cui era già ispirato il film di Bong Joon-ho del 2013 con Chris Evans, Tilda Swinton e Song Kang-ho. La storia è ambientata nel 2027, a bordo di un treno che è l'ultimo avamposto dell'umanità. Viaggia in eterno, non ha fermate e stazioni, non ha confini. Perché il mondo fuori è una immensa distesa di ghiaccio, una glaciazione causata dagli stessi scienziati che avevano studiato un escamotage per raffreddare la temperatura del pianeta, minacciato dal surriscaldamento.

Il treno dai 1001 vagoni è l'ultima via di fuga per quel che resta dell'umanità. Creato dal misterioso Signor Wilford, sul treno ogni vagone rappresenta un aspetto dell'umanità, una classe sociale. È un microcosmo apparentemente fedele a quello che fu il mondo prima che tutto finisse. E in questo scenario, l'ultima carrozza è composta dal Fondo. Gli ultimi del treno. Coloro che non avevano alcun diritto a partire perché sprovvisti di biglietto. Sette anni dopo la partenza del treno, nulla è cambiato: il Fondo resta confinato e il resto gode di privilegi a seconda della propria classe di appartenenza.

La ribellione del Fondo e la presa del treno è al centro del film come della serie tv, ma la differenza è abissale. Il film si concentra principalmente su questo unico aspetto, la serie tv dà l'impressione di voler sfruttare tutti e "mille-e-uno" vagoni un po' per allungare il brodo, un po' per differenziarsi, purtroppo, nettamente dal lavoro di Bong Joon-ho. Il "Chris Evans" della serie, Layton Well interpretato da Daveed Diggs, verrà contattato direttamente dalla direzione del treno, la Melanie Cavill interpretata da Jennifer Connelly, proprio mentre questi è impegnato a preparare la rivolta. Layton era un detective nella vita precedente e da tempo ci sono stati una serie di omicidi tra i Frenatori, una delle working class del treno. A lui spetta indagare per guadagnare punti e scalare posizioni in questa micro-società.

Ci si ostina a cercare analisi antropologiche, sociali e politiche in questa serie, come lo stesso fumetto e lo stesso film riescono in qualche modo a fare, ma lo "Snowpiercer" di Netflix (negli Usa è prodotto da TNT) finisce per deragliare dopo pochi episodi, perdendosi tra lungaggini e storie già viste.