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Polemica in Brasile: contagi Covid aumentano ma il calcio torna a giocare dal 14 giugno

La Federazione calcistica di Rio de Janeiro ha dichiarato che dal 26 maggio tutti i club potranno tornare ad allenarsi e che dal 14 giugno il campionato riprenderà. Il tutto mentre la curva dei contagi e dei decessi per coronavirus è ancora in aumento. Una decisione che ha trovato il disappunto delle autorità sanitarie brasiliane che avevano programmato il rientro agli allenamenti per l’8 giugno e le partite a partire dal 10 luglio.

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Mentre in Italia, così come negli altri Paesi si è atteso che il culmine arrivasse per poi intraprendere la fase discendente, prima di dare il via libera almeno alle sedute individuali, in Brasile si sta vivendo un controsenso allarmate. Le autorità hanno ancora mantenuto il lockdown totale per una curva epidemiologica alta così come i nuovi casi di positività, in aumento, ma il calcio sembra vivere una vita propria, in barba a protocolli e avvertenze sanitarie. Infatti a Rio de Janeiro si sta già delineando la ripartenza del campionato, previsto per metà giugno nonostante l'opposizione delle istituzioni e di due dei suoi più grandi club: Botafogo e Fluminense.

La decisione, ufficiale è arrivata direttamente dalla Federazione calcistica di Rio de Janeiro (FERJ) che ha dichiarato domenica come i club sarebbero liberi di iniziare gli allenamenti martedì 26 maggio, seguendo i  protocolli prima di tornare in campo per le partite, che dovrebbero riprendere il 14 giugno. Una tabella di marcia per il ritorno del calcio a Rio che è stata annunciata a seguito di un incontro tra i presidenti di club, i funzionari della federazione e il sindaco di Rio Marcelo Crivella: "Sono molto soddisfatto del nostro confronto e sottoporrò tutte le questioni rivolte al nostro comitato scientifico, pensando sempre prima di tutto a salvare vite umane". Le autorità sanitarie sono contrarie e avevano programmato un ritorno posticipato, con allenamenti solo dall'8 giugno e con la ripartenza delle gare a partire dal 10 luglio.

In un comunicato stampa separato, la Federcalcio ha dichiarato che i club saranno incaricati di effettuare severi test su giocatori, allenatori e personale nelle prossime tre settimane. Tuttavia c'è chi dissente, come Botafogo e Fluminense tra i principali club di Rio, che erano assenti dai colloqui di domenica e si sono opposti al riavvio del calcio in mezzo alla pandemia. Una spaccatura vera e propria perché Flamengo e Vasco Da Gama si sono mostrati più che favorevoli, mentre il presidente del Botafogo Nelson Mufarrej ha descritto la decisione come ‘disconnessa dalla realtà‘, poiché il tasso giornaliero di morti per COVID-19 in Brasile continua a salire.

Il calcio è stato sospeso in Brasile da metà marzo e, fino a domenica, non era stata fissata alcuna data per il suo ritorno in campo. Il Brasile ha il secondo numero più alto di infezioni da coronavirus in tutto il mondo, dietro solamente agli Stati Uniti con oltre 363.000 casi confermati e quasi 23.000 decessi.: "Riaffermiamo che questo non è il momento di tornare all'allenamento", ha detto Mufarrej "Il calcio deve dare l'esempio a causa delle sue elevate ripercussioni sociali"