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Atlantia, tariffe giù del 5%. Scontro col Governo riagita la borsa

Il piano De Micheli. Rumors

Sospensione in borsa per Atlantia, che in avvio di contrattazioni fa segnare un calo teorico del 5,5%. Dopo mezz’ora il titolo viene riammesso e perde quasi il 4%. Sul titolo pesa l'inasprirsi dello scontro con il Governo e l'incertezza sulla concessione della controllata Aspi. Venerdì, a mercati chiusi, Atlantia ha reso noto di aver dato mandato ai propri legali di intraprendere azioni a tutela del gruppo, visto che dal Ministero dei Trasporti non è arrivata ancora alcuna risposta sulla proposta avanzata da Aspi per una conclusione del contenzioso per il crollo del Ponte Morandi e ciò sta generando gravi danni per il gruppo. Intanto, si fa sempre più insistente il pressing sul Governo perché decida sulla revoca-revisione della concessione.

Dopo la richiesta di Atlantia Massimo Schintu, direttore generale dell'Associazione Italiana Società Concessionarie Autostrade e Trafori (Aiscat), ha sottolineato che “non c'è nessun ricatto, ma ora palazzo Chigi deve decidere, deve prendere una linea". Ma anche sulla garanzia di Sace al prestito chiesto dalla società concessionaria. "Il problema è che hanno messo le aziende, e Atlantia in testa, nella condizione di non riuscire ad avere prestiti per svolgere la loro attività. E' tutto qui, non c'è altro", ha spiegato Schintu. La crisi di liquidità che riguarda tante aziende, insomma, riguarda anche Atlantia, il ragionamento.

"Il concessionario autostradale è un soggetto che opera in un contesto ad alta intensità di capitali. Di conseguenza se non si può accedere ai capitali il problema diventa serio. Il motivo per cui si chiedeva la garanzia dello Stato sul prestito famoso era solo quello di poter avere dei fondi, perché dopo quanto detto e dopo tutte le norme che sono uscite si è generato un problema con le banche e con i soggetti finanziari - ha sottolineato il direttore generale Aiscat - Qui non c'è nessun ricatto. C'è il semplice fatto che non è possibile trovare sul mercato quei soldi che servono per fare tutte le opere e non è possibile trovarli esclusivamente a causa dei decreti fatti dal Governo". L'avvertimento, quindi, non cambia: "Che si sappia cosa succede in cambio: senza quei soldi non è possibile fare investimenti. Se non trovo i soldi sul mercato voglio sapere come faccio. Non ho modo”.

Sulla concessione, secondo i rumors, la proposta contenuta nel dossier del ministro dei Trasporti, Paola De Micheli, relativo ad Autostrade prevedrebbe una richiesta di calo delle tariffe giù del 5% per i prossimi 18 anni. Dossier inviato a Palazzo Chigi, su cui il M5S continua a mettersi di traverso. Ieri il viceministro delle Infrastrutture dei 5 Stelle, Giancarlo Cancelleri, ha condiviso un video su Facebook accusando Aspi di ricattare il governo sul prestito da 1,25 miliardi chiesto dalla società con la garanzia all’80% di Sace. "Quando riusciremo a fare questa discussione? Il tempo sta per scadere. Il ponte di Genova è quasi pronto e va consegnato a qualcuno e non sappiamo a chi va la concessione e neanche il contratto di governo. Abbiamo perso solo tempo, revochiamogli le concessioni, questa non è gente seria".