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Quando si tornerà a scuola?

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Cara Amabile,

mentre probabilmente il governo si arrovella su come “derubare” i risparmiatori con nuove tasse per finanziare i provvedimenti populisti adottati in questi mesi, i genitori pensano alla scuola. Sì, perché in Italia si sono scervellati per far ripartire il campionato di calcio ma purtroppo, a differenza degli altri paesi europei, la scuola non riparte e non si sa quando e se ripartirà. Peccato che mi sembra che esista un diritto costituzionale all'istruzione per tutti. Altri paesi ripartono da quello che sarà il futuro, ovvero i figli e la loro istruzione. In Italia invece ci si arrovella sulle solite questioni: calcio, come aprire prima i negozi di abbigliamento (che si può comprare comunque online), come lo stato possa ottenere più soldi da cittadini ultratassati a fronte di misure inutili e populiste (esempio bonus vacanza). Son sempre più convinta che l'Italia sia la terra dei cachi.

Elisa Magni

Gentile Elisa Magni,

l’epidemia sta presentando alla scuola italiana il conto degli ultimi dieci anni di tagli. Intorno al 2012, tra palazzo Chigi e viale Trastevere andava molto di moda la parola accorpamento. Qualche tempo prima nelle stesse zone si parlava spesso di insegnanti del Sud fannulloni, di cure da cavallo e altre espressioni simili. Si riuscì a eliminare centomila insegnanti, un calo dell’11,1%. Negli stessi anni in Germania aumentavano del 13%, in Finlandia del 12,9%, in Svezia del 21,9%. Sono gli insegnanti di cui avrebbero avuto bisogno gli istituti in passato per ridurre il sovraffollamento nelle classi e oggi per far riprendere in sicurezza le lezioni a settembre. Il governo Renzi si era armato di buone intenzioni per assumere, si è arenato in un pantano di norme del tutto inadeguate per risolvere i problemi della scuola.

Per affrontare seriamente il problema della riapertura delle scuole a settembre i sindacati hanno calcolato che servirebbero oltre 150mila insegnanti in più e circa tre miliardi e mezzo di investimento solo per l’infanzia e la primaria. E servirebbero altri 2 miliardi e mezzo per incrementare gli organici per scuola di secondo grado. La risposta del governo è un piano da un miliardo e mezzo in due anni. 

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