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la Repubblica

Jabil, verso la sospensione dei licenziamenti

La Uilm: “Se la decisione di mandarci a casa verrà congelata sarà ritirato anche lo sciopero a oltranza; altrimenti sarà scontro duro”

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Si va verso il congelamento dei licenziamenti. La trattativa serrata è andata avanti fino a tarda sera al ministero del Lavoro e andrà avanti anche a partire da oggi pomeriggio. Il punto di partenza sul tavolo: un rinvio del provvedimento che avrebbe portato fuori dall'azienda 190 lavoratori. Il confronto tra la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, i sindacati di categoria e la Jabil, rappresentata al tavolo della trattativa da un componente del consiglio di amministrazione della multinazionale americana, è cominciata intorno alle 16 del pomeriggio ed è continuata fino a notte. Ma le prime due ore di trattativa sono state fatte con la sola Jabil. La ministra ha voluto capire se l'azienda fosse disponibile a trattare il ritiro dei licenziamenti.


Ai sindacati, come spiega Francesco Percuoco, segretario provinciale della Fiom Cgil che era in fabbrica a Marcianise con gli altri delegati sindacali in attesa di collegarsi in videoconferenza, non è rimasto altro da fare che attendere l'esito di questo primo faccia a faccia. "Siamo rimasti ad aspettare almeno per due ore. Il collegamento è arrivato solo alle 18,30".

Il secondo faccia a faccia Catalfo l'ha avuto proprio con le organizzazioni sindacali.

In videoconferenza col ministero, c'erano i segretari nazionali di Fiom, Film, Uil e Failms e i rispettivi segretari provinciali con i delegati aziendali collegati da Marcianise. Una discussione lunga, durante la quale i sindacati hanno chiesto il ritiro dei licenziamenti e hanno voluto ribadire che di fronte a condizioni inaccettabili, l'esito della vertenza non sarebbe stato per nulla positivo.

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Intanto le prime lettere di licenziamento, partite il 21 maggio, sono arrivate sabato mattina a casa degli operai licenziati. Altre sono attese nella mattinata di oggi. Dei 700 lavoratori, in fabbrica ne rimarranno solo 350. Ma, se tutto verrà rinviato di poche settimane, allora ci sarà anche tempo e modo di valutare una ricollocazione dei 190 che lasceranno la Jabil, con una prospettiva diversa. Ci sarà il tempo di esaminare, con il coinvolgimento del ministero del Lavoro e del Mise, le prospettive lavorative nelle aziende che accoglieranno i licenziati Jabil.

Tornando alla trattativa. Sabato scorso, quando Catalfo aveva convocato le parti al ministero del Lavoro, il country manager Italia della multinazionale americana, Clemente Cillo, non era andato oltre il mandato che gli era stato conferito, e cioè la conferma dei licenziamenti. Cillo era stato irremovibile, come lo era stata la ministra Catalfo che, con il sostegno della sottosegretaria allo Sviluppo economico, Alessandra Todde, dell'assessore al Lavoro della Regione Campania, Sonia Palmeri, e di un rappresentante del Mise, aveva sostenuto senza mezzi termini che i licenziamenti erano illegittimi, perché il governo aveva promulgato norme che vietano la fine del rapporto di lavoro nel periodo dell'emergenza Covid. "Si tratta di licenziamenti radicalmente nulli - aveva detto con forza Nunzia Catalfo - perché sono stati intimati oltre il termine che la legge prevede dopo la chiusura della procedura di licenziamento collettivo avviata dall'azienda".

La trattativa vera e propria con tutte le parti in causa, è cominciata alle 21,30. In discussione anche la cassa integrazione da assicurare ai 190 dipendenti se il ritiro dei licenziamenti verrà confermato. "Se i licenziamenti verranno ritirati - dice Michele Paliani responsabile Uilm nazionale del settore - ovviamente verrà ritirato anche lo sciopero che abbiamo indetto, altrimenti sarà uno scontro duro con la Jabil".