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Incontro TIM e sindacati: nuovo software per il servizio clienti, rete unica e multe Antitrust

TIM ha incontrato le segreterie nazionali dei sindacati Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil per discutere su diversi temi di rilievo. Si è parlato anche di rete unica, accordi sul 5G e delle recenti multe inflitte dall’Antitrust.

In prima battuta, nell’incontro è stato presentato un nuovo software con intelligenza artificiale chiamato Afiniti, che verrà utilizzato per i settori del 187 e 119 per il routing evoluto. Il sistema permette di combinare le informazioni e promette di migliorare gli abbinamenti tra i clienti chiamanti e gli operatori telefonici.

La tecnologia, ha sottolineato TIM, non può comunque accedere ai dati identificativi degli operatori e non costituisce strumento di reportistica o registrazione delle conversazioni. I sindacati hanno comunque richiesto tutte le tutele per i lavoratori escludendo qualsiasi finalità di controllo individuale.

Inoltre, i sindacati hanno ribadito che dovrà essere garantita l’assenza di qualsiasi legame con processi valutativi o premiali.

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TIM ha inoltre fornito i dati delle manifestazioni di interesse per l’isopensione nel 2020, con un totale di 4037 richieste. I sindacati suppongono che non tutte le richieste avranno le caratteristiche per aderire all’accordo secondo l’articolo 4 della Legge Fornero. TIM ha però evidenziato che “a fronte delle 2050 aliquote previste dall’accordo in essere potrebbe prevedere un’unica uscita al 30 Giugno 2020”.

Il tema sarà comunque oggetto di valutazione nei prossimi mesi.

Infine, si è discusso sul tema delle recenti multe Antitrust e del Garante Privacy e le Segreterie Nazionali hanno commentato affermando che alcuni comportamenti aziendali “non fanno altro che penalizzare tutti, all’interno di un andamento economico generale del gruppo non brillante, anche dovuto ad una fase di mercato difficile, calmierata dai risultati positivi provenienti dal Brasile”.

Sul fronte degli accordi di TIM per ridurre gli investimenti, i sindacati hanno ribadito l’esigenza dell’operazione di fusione con Open Fiber per il progetto della Rete Unica, attualmente “congelato”. Di seguito, il duro parere in merito:

“In questa operazione pesa l’incapacità politica o meglio la non volontà politica di decidere ma continuare un inutile balletto che dimostra come alle dichiarazioni non seguano mai i fatti concreti, le risposte che vengono fornite negli anni sono sempre le stesse ovvero è un affare tra privati che però aggiungiamo noi, pesa su un’attività strategica e di fondamentale importanza per l’Italia: l’evoluzione della Digital Transformation”

In conclusione, le parti si incontreranno nuovamente a fine mese, il 26 Febbraio 2020, mentre i sindacati attendono il nuovo Piano Industriale che sarà presentato a Marzo 2020 e che sostituirà quello dell’anno scorso.

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