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Coronavirus: i cinesi lo hanno scoperto pochi giorni fa. Autorità Wuhan ammettono ritardi

“In questo momento mi sento in colpa, con rimorso e rimprovero”, ha ammesso Ma Guoqiang, segretario del Partito comunista cinese (Pcc) di Wuhan. Zhou Xianwang, sindaco di Wuhan, ha invece ammesso di non essere stato autorizzato a parlare pubblicamente del virus fino a gennaio inoltrato, pochi giorni prima della messa in quarantena dell’epicentro del 2019-nCoV.

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I ritardi della Cina alla scoperta del coronavirus di Wuhan avrebbero influito sul propagarsi dell'epidemia. "In questo momento mi sento in colpa, con rimorso e rimprovero", ha ammesso Ma Guoqiang, segretario del Partito comunista cinese (Pcc) di Wuhan, la massima carica politica locale. "Se fossero state adottate prima le misure di controllo rigorose, il risultato sarebbe stato migliore di quello attuale", ha aggiunto in un'intervista all'emittente statale Cctv, ammettendo per la prima volta i ritardi di fronte allo scoppio della crisi. Al momento i casi di contagio confermati sono circa 10 mila e 213 i morti, questi ultimi tutti in Cina e 98 casi in altri 18 Paesi (due in Italia) . Secondo statistiche pubblicate da Cnn, risultano 8.254 casi accertati contro gli 8.098 della Sars fra il 2002 e il 2003.

Coronavirus: i cinesi lo hanno scoperto pochi giorni fa

Ieri il New York Times ha rivelato che il governo cinese ha informato l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) dell'esistenza del coronavirus già il 31 dicembre, ma fino a pochi giorni fa “ha tenuto i suoi cittadini all'oscuro”, facendo leva sul regime di censura dei media, Internet compreso. Le conseguenze si sono rivelate drammatiche per la salute della popolazione, oltre che per la gestione dell'epidemia. Zhou Xianwang, sindaco di Wuhan, ha ammesso di non essere stato autorizzato a parlare pubblicamente del virus fino a gennaio inoltrato, pochi giorni prima della messa in quarantena dell'epicentro del 2019-nCoV. In quel frangente la gente è entrata e uscita da Wuhan senza precauzione alcuna, ha aggiunto lo stesso Zhou Xianwang. Secondo il New York Times la colpa sarebbe del regime di Xi Jinping, che ha “ulteriormente e sistematicamente sventrato istituzioni quali giornalismo, social media, organizzazioni non governative e altre categorie in grado di fornire prove della sua responsabilità“.