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Accoglie in casa un migrante e si innamora: lui la picchia per mesi

Le aggressioni sono durate 4 mesi. L'uomo sembra scomparso ma questo è un intralcio per la giustizia che non può fare il suo corso. La vicenda è successa in provincia di Belluno

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Lo aveva accolto in casa e si era innamorato di lui ma poi l’uomo aveva iniziato ad aggredirla fisicamente e verbalmente. Una donna di 44 anni originaria di Feltre, in provincia di Belluno, ha vissuto un vero e proprio incubo. Aveva instaurato una relazione sentimentale con un migrante pakistano di 35 anni, il quale sembra scomparso. Si tratta di un intralcio per la giustizia, che in questo modo non riesce a fare il suo corso ma allo stesso tempo è una liberazione per la donna, la quale non era riuscita a mandarlo via di casa.

I fatti

La donna, che ha dei figli da una precedente relazione, aveva denunciato il pakistano nel novembre del 2018 dopo l’ennesima violenza. I tormenti erano iniziati ad agosto dello stesso anno. E sono andati avanti per quattro mesi in cui ha dovuto sopportare le angherie dell’uomo, che scatenava la sua furia soprattutto nei weekend con cadenza settimanale. Come riporta Il Gazzettino, il migrante avrebbe picchiato, strattonato e aggredito la sua compagna. Stando alle prime ricostruzioni, il comportamento dell’uomo sarebbe stato causato dall’abuso di alcol e sostanza a cui il pakistano non riusciva a rinunciare. Sembra che l’uomo abbia anche preso la fidanzata per il collo, minacciandola di morte e l’abbia ripresa in modo brutto per le faccende domestiche fatte male secondo il migrante. In un altro momento, l’avrebbe mortificata davanti ai suoi figli.

Una situazione insostenibile per la donna, la quale avrebbe cercato in vari modi di cacciare di casa il compagno ma non fu affatto facile. La feltrina si rivolse ai carabinieri e riuscì a mettere fine alla sua relazione tornando ad una situazione normale. L’uomo è stato indagato per maltrattamenti in famiglia ma ha sempre dichiarato di non aver compiuto nulla di male, respingendo ogni accusa.

Il processo

Ieri mattina il tribunale di Belluno doveva stabilire se rinviare a giudizio il migrante, accusato di maltrattamenti in famiglia. Il giudice dell’udienza preliminare non ha però potuto procedere in quanto occorre prima verificare che il pakistano sia a conoscenza del procedimento. Quando venne indagato l’uomo nominò un suo legale di fiducia del foro di Bari ma questo non è sufficiente. L’avvocato ha rinunciato all’incarico ed è stato nominato d’ufficio un legale dell’Alpago, che ieri lo rappresentava in tribunale. Il giudice ha rinviato l’udienza al 7 maggio perché intende accertare la correttezza delle notifiche. Per legge l'uomo non può essere processato a sua insaputa.